“Leggete le etichette”, lo abbiamo detto tante volte: è fondamentale per scegliere al supermercato e capire cosa portiamo a tavola; è importante in caso di allergie o intolleranze, ma anche semplicemente per capire il peso netto del prodotto sullo scaffale e quanto stiamo pagando.
Ma se vi dicessimo che sulle confezioni di latte e mozzarella ci sono anche degli importanti consigli anti-truffa?
Si tratta dell’innovativa campagna di Lactalis Italia, in collaborazione con l’Arma dei Carabinieri, che ha trasformato le confezioni di latte e mozzarella in veri e propri “guardiani” contro le truffe.
Con oltre 10 milioni di famiglie raggiunte quotidianamente, questa iniziativa sfrutta un canale comunicativo inedito ma estremamente efficace: ogni volta che un consumatore apre il frigorifero, trova non solo il cibo per la colazione, ma anche consigli pratici per riconoscere ed evitare le truffe più comuni.
Non solo: il progetto prevede anche il lancio di una comunicazione sui canali social del Gruppo Lactalis fino a fine anno che permetterà di raggiungere un pubblico profilato e in target in tutta Italia.
L’innovazione del “tocco quotidiano”
L’iniziativa di Lactalis, inserita nel programma DiSractive del Gruppo, rappresenta un approccio completamente nuovo alla prevenzione. Invece di affidarsi esclusivamente a campagne tradizionali, la strategia sfrutta la frequenza d’uso dei prodotti alimentari di base.
Il latte e la mozzarella non sono prodotti casuali: rappresentano alimenti di consumo quotidiano, presenti in quasi tutte le case italiane. Questo significa che il messaggio di prevenzione entra letteralmente nella routine quotidiana dei consumatori, diventando parte della loro normalità.
Il fenomeno delle truffe agli anziani: numeri allarmanti
I dati più recenti dipingono uno scenario preoccupante: le vittime di truffa over 65 hanno registrato nel 2024 un sensibile aumento (+5.782 casi), passando dai 37.108 casi del 2023 a 42.890 (+15,58%). La fascia più colpita è quella tra i 65 e i 70 anni di età, mentre circa una truffa su quattro nei confronti di un anziano (il 26 per cento del totale) avviene attraverso servizi telefonici e online. (Rapporto Eurispes 2025 – Dati del Dipartimento della Pubblica Sicurezza, Direzione Centrale della Polizia Criminale del Ministero dell’Interno).
Ma il vero problema va oltre i numeri: il 50% delle truffe agli anziani va a buon fine e solo il 47% dei danneggiati sporge denuncia. Questa ritrosia alla denuncia, spesso causata da senso di vergogna e umiliazione, rende il fenomeno ancora più insidioso.
Consigli pratici per riconoscere le truffe più comuni
Il tema delle truffe agli anziani è molto caldo anche per noi di Unc, da sempre in prima linea per dare ai consumatori i consigli giusti per evitare fregature.
Negli ultimi anni, purtroppo, le truffe sono diventate molto più sofisticate e ai tradizionali tentativi “a domicilio” si sono aggiunte le truffe telefoniche, visto il numero sempre crescente di telefonate a casa e sui cellulari da parte di call center e su internet. Anche l’età di rischio si è allargata: non sono solo i nostri anziani ad essere in pericolo, ma ci troviamo davanti ad autentici professionisti che mettono in difficoltà anche il consumatore più giovane e avvezzo alle tecnologie.
Ecco quindi 3 consigli per ogni categoria di truffa per tenere lontane le fregature.
Truffe a domicilio – Attenzione ai finti tecnici:
- Non aprire mai a presunti tecnici di gas, luce o acqua senza appuntamento
- Richiedere sempre documenti di identificazione e verificarli telefonando alla società
- Non firmare mai contratti al momento, anche se sembrano vantaggiosi.
Truffe telefoniche – Le più diffuse:
- Mai fornire dati personali al telefono a sconosciuti, anche se si presentano come operatori di banche o enti pubblici
- Riattaccare immediatamente se qualcuno chiede codici di sicurezza o pin
- Verificare sempre l’identità chiamando direttamente l’ente che presumibilmente ha telefonato.
Truffe online – In crescita:
- Diffidare di email che chiedono di cliccare su link per “verificare” conti correnti
- Mai inserire password su siti raggiunti tramite email
- Controllare l’URL del sito: deve iniziare con “https://” per i siti bancari.
L’impatto psicologico nascosto delle truffe
Un aspetto spesso sottovalutato è l’effetto a lungo termine delle truffe sugli anziani. In alcuni casi, dopo aver subito una truffa, l’anziano ha modificato i propri comportamenti e ridotto le occasioni di incontro e di rischio, per il timore di poter essere nuovamente vittime. Questo isolamento sociale può portare a spirali di depressione e solitudine, creando un danno che va ben oltre quello economico.
Come insegna l’iniziativa di Lactalis con l’Arma dei Carabinieri, è invece sempre bene parlarne e non farsi trovare impreparati; d’altra parte, lo si legge anche sulla confezione del latte!




