La 1° Commissione Affari Costituzionali del Senato ha approvato l’emendamento che rimanda, per l’ennesima volta, la norma anti-shrinkflation.
Una legge che sarebbe dovuta entrare finalmente in vigore ad aprile 2025. UNC si batte da sempre contro l’inganno della shrinkflation, che svuota ogni giorno di più il nostro carrello della spesa: abbiamo raccolto migliaia di firme e portato la questione alla Camera dei deputati, abbiamo fatto esposti all’Antitrust e il presidente Massimiliano Dona ne parla costantemente sui suoi profili social.
Ma facciamo un passo indietro.
Che significa shrinkflation?
La shrinkflation (in italiano “sgrammatura“) è la strategia commerciale che diminuisce la quantità di un prodotto, lasciando però il prezzo invariato (e, a volte, addirittura aumentandolo).
I prodotti diventano più piccoli oppure nella stessa confezione ce n’è una quantità minore.
Non è un semplice cambiamento di formato, che ogni azienda è libera di fare, la shrinkflation (da shrink, restringere, e inflation, inflazione) è uno stratagemma per aumentare i prezzi in maniera poco trasparente.
Un consumatore, infatti, si accorgerebbe subito se un prodotto che acquista sempre avesse improvvisamente un prezzo più alto. Non si accorge, però, se nella confezione mancano 2 biscotti o se nel flacone ci sono due dita di detersivo in meno, a meno che non controlli il peso sull’etichetta o il prezzo al chilo\litro.
Nel frattempo, il nostro potere d’acquisto viene mangiato, perché con la stessa somma compriamo meno. Prendiamo le stesse confezioni di sempre, al prezzo di sempre, ma la carta igienica ha meno strappi e nel classico pacchetto da 10 ora ci sono solo 9 fazzoletti.
Il consumatore non percepisce l’aumento di prezzo, ma sta spendendo molto di più.
Il tema della shrinkflation, poi, è anche ambientale. Mantenere confezioni invariate per quantità ridotte di prodotto contribuisce all’overpackaging, creando un inutile spreco di plastica.
Cosa dice la legge che si vuole rimandare
La norma anti-shrinkflation fa parte della Legge sulla concorrenza 2024 e sarebbe dovuta entrare in vigore dal 1° aprile 2025. È già slittata una volta ad ottobre 2025 ed ora, con l’approvazione dell’emendamento da parte della Commissione, si rimanda di nuovo addirittura a luglio 2026!
Con la nuova norma, l’art. 15-bis del Codice del consumo, i produttori avranno l’obbligo di informare in caso di “riporzionamento” mantenendo la stessa confezione.
Quando ridurranno la quantità di un prodotto mantenendo lo stesso packaging, i produttori dovranno apporre nel campo visivo principale della confezione, anche con un’etichetta adesiva, la dicitura “Questa confezione contiene un prodotto inferiore di X (unità di misura) rispetto alla precedente quantità” e mantenerla per 6 mesi dall’immissione in commercio.
La posizione di UNC
Già all’approvazione della norma contro la shrinkflation, l’avevamo considerata insufficiente.
Avevamo chiesto di rendere l’articolo sulla shrinkflation molto più stringente e considerare come scorretta la pratica di chi camuffa un aumento di prezzo modificando la quantità di prodotto.
E avevamo chiesto di intervenire contro l’overpackaging, gli imballaggi appositamente abbondanti per ingannare il cliente sulle reali dimensioni del prodotto, stabilendo che gli imballaggi non potessero superare il 30% del loro contenuto.
Ma, almeno, era un passo avanti.
È una battaglia che noi di UNC portiamo avanti da anni, siamo stati i primi a denunciare la sgrammatura dei prodotti ed è ancora attiva sul nostro sito una petizione che ha già raccolto più di 10mila firme per vietare la shrinkflation.
Firma anche tu la petizione!
“Vergogna!” dice il presidente di UNC Massimiliano Dona “Il rinvio è un vergognoso favore alle aziende che in questi anni hanno ridotto la quantità dei prodotti! Giusto per dare il tempo di sgrammare quei (pochi) prodotti che ancora non sono stati ridotti. La Commissione deve respingere l’emendamento al ddl Semplificazione: impedire di prendere il giro il consumatore, ingannandolo sull’aumento del prezzo grazie al mascheramento della riduzione del peso, è una battaglia sacrosanta che dovrebbe vedere uniti tutti i paesi europei!”.
E a chi dice che il rinvio dipende dalla necessità di parlare con l’Europa, che ha avviato una procedura di infrazione contro l’Italia, Massimiliano Dona risponde: “In Francia una legge contro la shrinkflation l’hanno fatta ed è già entrata in vigore: mi spiegate come mai?”.




