Reclamo N° 357168
Reclamo N° 357168
Beatrice
27 Luglio 2025
Esperienza pessima con l’acquisto di un’auto nuova presso Brandini Firenze – DR 1.0 EV consegnata in condizioni vergognose
A febbraio 2025 mi è stata consegnata l’auto acquistata, una DR 1.0 EV nuova, presso la concessionaria Brandini di Firenze, fiduciosa nelle loro promesse di efficienza, professionalità e qualità. Purtroppo, la realtà si è rivelata diametralmente opposta.
Il veicolo, consegnato come “nuovo”, presentava sin da subito gravi difetti su tutte le componenti ferrose: dai semplici bulloni alle barre di sostegno dei vari serbatoi e della batteria di alimentazione, alloggiate nel vano cofano anteriore, fino alla zona del sottoscocca. Tutte queste aree mostravano una presenza estesa e profonda di ruggine, del tutto inaccettabile su un’auto appena immatricolata. A ciò si sono aggiunti malfunzionamenti tecnici riscontrati già nei primissimi giorni di utilizzo, chiaro indizio di una lunga e negligente permanenza del mezzo in condizioni di stoccaggio inadatte e senza alcuna manutenzione preventiva.
Definire questa vettura “nuova” è, in tutta onestà, ridicolo.
A peggiorare ulteriormente l’esperienza, il servizio post-vendita è stato completamente assente: ogni richiesta di chiarimento o intervento è stata ignorata o respinta con scuse pretestuose. Nessuna disponibilità al dialogo, nessuna assunzione di responsabilità. Addirittura, non è stata data alcuna risposta nemmeno alla PEC inviata tramite il mio avvocato. Una totale mancanza di rispetto verso il cliente, in aperta violazione di qualsiasi principio di trasparenza, legalità e correttezza commerciale – e in evidente contrasto con il loro stesso codice etico aziendale.
Sconsiglio vivamente a chiunque di rivolgersi a questa concessionaria. Quella che dovrebbe essere un’esperienza positiva, rassicurante ed entusiasmante si è trasformata in un incubo fatto di disservizi, superficialità e un’auto che appare vecchia ancor prima di iniziare a essere utilizzata.
Un comportamento scorretto, imbarazzante e – sotto certi aspetti – assimilabile a una vera e propria forma di bullismo commerciale.





