I pericoli dell’alcol 

Agostino Macrì
16 Aprile 2026
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Il 16 aprile è stata la giornata della prevenzione dell’alcol e quasi in contemporanea c’è stata la manifestazione Vinitaly, che celebra l’eccellenza della produzione vinicola italiana. 
Da una parte il mondo sanitario, che mette in evidenza i rischi (tanti) legati agli eccessi dei consumi delle bevande alcoliche, dall’altro i produttori del settore vitivinicolo che invece esaltano le virtù (poche) del vino.   

Quali sono i rischi?


Il contenuto di alcol etilico (AE) nelle bevande alcoliche varia: da circa il 4% al 9% nella birra, dal 10% al 16% nel vino, dal 20% al 30% negli aperitivi, come il vermouth, fino ad arrivare a oltre il 40% nei superalcolici. 

La quantità di alcol presente nelle bevande viene definita come unità alcolica e corrisponde a 12 grammi, ovvero alla quantità di alcol contenuta in 100 ml di vino oppure in una lattina da 330 ml di birra a basso contenuto alcolico. 

È ampiamente noto che l’alcol etilico è una sostanza naturale pericolosa, in quanto può provocare varie malattie a carattere transitorio a carico del sistema nervoso e anche croniche, che nei casi più gravi possono dare origine a forme tumorali. In alcune bevande alcoliche, ed in particolare nel vino, sono contenute anche delle sostanze benefiche come il resveratrolo, per cui molte persone ritengono che berne modiche quantità possa essere utile. 

Dosi giornaliere consigliate

Per le sostanze chimiche assunte per via alimentare e potenzialmente dannose, si definiscono delle dosi accettabili giornaliere (DGA), ovvero le quantità che si possono assumere senza andare incontro a pericoli. Per l’AE non esiste una DGA a causa dei possibili danni cronici. Tuttavia, anche sulla base di varie considerazioni, quali l’abitudine di bere il vino durante i pasti come previsto nella dieta mediterranea, il consumo moderato di birra o di aperitivi e anche il consumo sporadico di bevande alcoliche, gli esperti hanno definire delle quantità di Unità Alcoliche giornaliere accettabili che sono le seguenti:  

  • 2 unità alcoliche al giorno per gli uomini  
  • 1 unità alcolica al giorno per le donne  
  • 1 unità alcolica al giorno per le persone con più di 65 anni  
  • 0 unità di alcol sotto i 18 anni  

In pratica, quindi, un uomo adulto potrebbe bere poco meno di un quarto di litro di vino al giorno.   

La situazione non è rassicurante

Secondo quanto emerso nel Convegno Alcohol Prevention Day, svolto presso l’Istituto Superiore di Sanità il 16 aprile 2026, la situazione non è rassicurante. Sono infatti 730.000 le persone che hanno danni da alcol e solo il 8,3% sono sotto controllo. Dal documento pubblicato dall’ISS emerge che nel 2024, sono 36 milioni i consumatori di alcol in Italia, il 76,7% degli uomini e al 57,1% delle donne, e circa 8 milioni e 200mila le persone di età superiore agli 11 anni che hanno consumato bevande alcoliche in quantità e frequenza tali da mettere a rischio la propria salute.  

Il binge drinking (il bere per ubriacarsi) riguarda quattro milioni e 450mila persone, di cui 79mila under 18, mentre sono 730mila i consumatori nei quali l’alcol ha già prodotto un danno e che avrebbero necessità di un trattamento clinico.  

Dieci consigli per bere responsabilmente

Nel nostro Paese si producono ogni anno circa 50 milioni di ettolitri di vino l’anno che corrispondono a oltre 5 milioni di ettolitri di AE. Si producono anche circa 17 milioni di tonnellate di birra che corrispondono a circa 700.000 ettolitri di AE.

Il vino e la birra sono disponibili a prezzi modesti. E’ possibile trovare la birra a 1,20–2,00 euro il litro ed il vino a 2 -3 euro il litro. Ci sono prodotti di pregio che costano cifre importanti variabili da una decina di euro al litro fino a oltre 100 euro il litro. Il problema è che anche nei prodotti di basso costo il contenuto alcolico è elevato e stimola i consumi dei forti bevitori.

Considerando quindi la relativa facile disponibilità di bevande alcoliche e i pericoli correlati al loro consumo si ritiene utile proporre un “decalogo” per chi vuole consumarle responsabilmente.

  1. Sapere cosa si beve. Controllare dalle etichette il contenuto di AE e scegliere le bevande più “leggere”. Bere quelle più costose potrebbe essere un deterrente.
  2. Moderare i consumi. Massimo una Unità alcolica al giorno per le donne e 2 per gli uomini
  3. Evitare il “binge drinking” per non incorrere in gravi intossicazioni acute.
  4. Bere soltanto a stomaco pieno. La presenza di cibo rallenta l’assorbimento dell’alcol e riduce il pericolo dell’”ebbrezza”. Bere durante il lavoro o nelle pause pranzo riduce la propria efficienza.
  5. Bere acqua in abbondanza consente una buona idratazione e attenua gli effetti indesiderati
  6. Alcuni farmaci interagiscono con l’AE e che  gli effetti farmacologici possono essere potenziati o ridotti. Se si assumono farmaci leggere i foglietti illustrativi. Inoltre, contrariamente a quanto si crede, si sottolinea che l’AE non ha alcun effetto digestivo.
  7. In gravidanza, allattamento e in presenza di alcune malattie quali epatiti e pancreatiti non bisogna assumere nessuna bevanda alcolica.
  8. L’AE anche a livelli bassi può ridurre le capacità reattive e alterare i riflessi. Bisogna quindi evitare di mettersi alla guida dopo aver bevuto. 
  9. I giovani e gli anziani hanno minori capacità di metabolizzare l’AE e sono quindi maggiormente esposti alla sua azione inebriante. E’ necessaria una forte limitazione.
  10. Sarebbe utile tenere conto dei possibili effetti cronici che si verificano con consumi elevati e per lungo tempo

In estrema sintesi sarebbe bene evitare le bevande alcoliche. Se comunque si vuole bere bisogna limitarsi a farlo durante i pasti e magari a prodotti di ottima qualità in modo che il costo agisca da fattore frenante al consumo.

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