La carruba è il frutto della Ceratonia siliqua, pianta appartenente alla famiglia delle leguminose originaria del Medio Oriente, importata in Italia circa tremila anni fa. Trova il suo habitat ideale nei climi temperati, dove la temperatura non scende sotto lo zero, ed è molto longeva.
Dei frutti, che si presentano come un grosso baccello marrone scuro, si consumano sia la polpa sia i semi, ma con modalità diverse.
Somiglia al cacao
La polpa ha un sapore dolce ed ha un aroma simile a quello del cacao. Questa proprietà viene sfruttata anche per fare dei surrogati del cioccolato.
La mancanza di caffeina rende il surrogato adatto anche alle persone che dovessero avere problemi ad assumere alimenti energetici come il te, il caffè e, appunto, il cacao.
Proprietà della carruba
La polpa di carruba è costituita da circa 4,0% di acqua, il 5% di proteine, meno del 1% di grassi (prevalentemente monoinsaturi e polinsaturi, per un apporto calorico di circa 210 calorie). Sono inoltre presenti la niacina, le vitamine A, B 6, C, E, folati e tra i minerali sono presenti potassio, calcio, magnesio, ferro, zinco, sodio. Quest’ultimo, in quantità decisamente inferiore al potassio. I tannini assicurano la presenza di antiossidanti.
Tali caratteristiche rendono le carrube un ottimo alimento anche per gli animali ed in particolare gli equini.
Per quanto riguarda l’alimentazione umana si può consumare direttamente assumendo una relativamente modesta quantità di calorie, con vantaggi sulla funzionalità gastrointestinale. Alcuni ritengono che siano in grado di ridurre la colesterolemia. Nelle diete dimagranti sembra essere utile in quanto ha un effetto saziante e contribuisce a ridurre l’appetito.
Sono state segnalate altre proprietà benefiche, ma non esistono dati scientifici certi. Il consumo della polpa comporta gli stessi benefici.
Come usarla in cucina?
Come accennato con essa si possono preparare alimenti surrogati del cioccolato che possiedono ottime caratteristiche organolettiche, un apporto calorico equilibrato con ottime proprietà prebiotiche.
I semi delle carrube tal quali sono durissimi ed in pratica non commestibili. Un fatto curioso è il loro peso di 200 mg, che corrisponde all’unità di misura delle pietre preziose.
Il loro valore alimentare è però molto elevato ed è dovuto alle caratteristiche addensanti e stabilizzanti della farina che si ottiene dalla macinazione dell’endosperma dei semi. Questa farina è un additivo alimentare autorizzato con la sigla E410 per essere utilizzato nella preparazione degli alimenti. Chimicamente si tratta di un polimero complesso, costituito dagli zuccheri galattosio e mannano.
Grazie alle sue eccellenti capacità addensanti trova largo impiego in tutta sicurezza nell’industria alimentare. Un uso importante avviene nella produzione dei gelati.
Pur essendo il nostro Paese uno dei maggiori produttori mondiali di carrube, la quantità che se ne ottiene si aggira intorno ai 30–35 milioni di kg l’anno. Si tratta di quantità insufficienti, tuttavia risulta che si stanno impiantando diversi carrubeti, soprattutto in Puglia e Sicilia, che potranno contribuire ai nostri fabbisogni, ma anche essere un ottimo profitto per i nostri agricoltori.