Il cioccolato di Modica è l’unico cioccolato in Europa ad avere ottenuto il marchio IGP (Indicazione Geografica Protetta). Il Disciplinare per la produzione del Cioccolato di Modica IGP è stato pubblicato nel 2018 dall’allora Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali.
Il Cioccolato di Modica può essere prodotto soltanto entro i limiti amministrativi del Comune di Modica e dalle aziende autorizzate, che devono seguire il disciplinare di produzione e sono sottoposti al controllo degli ispettori del consorzio, che verificano la correttezza delle operazioni produttive.
Com’è il cioccolato di Modica
Il cioccolato di Modica deve essere costituito da pasta amara di cacao (almeno il 50% e fino al 99%) e da zucchero (dall’1 al 50%).
Possono essere aggiunti vari ingredienti (cannella, vaniglia, peperoncino, noce moscata, aromi naturali, frutta anche secca e altri ingredienti naturali a discrezione del produttore.). Il sale deve essere almeno lo 0,02%. È proibito l’uso di coloranti, conservanti, emulsionanti, grassi vegetali, vanillina e latte.
Come si produce?
Quello che caratterizza il Cioccolato di Modica è il sistema di produzione.
La pasta amara di cioccolato viene sciolta a bagnomaria a una temperatura massima di 50 °C. Alla pasta sciolta, si aggiungono gli ingredienti e si continua il mescolamento fino ad ottenere un amalgama. Il prodotto viene ulteriormente lavorato per togliere eventuali bollicine d’aria e, infine, modellato negli stampi.
Il cioccolato tradizionale, nelle sue varie forme (al latte, fondente, alle nocciole) viene trattato a temperature più elevate e sottoposto all’operazione finale di concaggio, che consente un completo amalgama degli ingredienti e un prodotto finale denso.
Nel Cioccolato di Modica, non essendoci il processo di concaggio, non si ha un completo amalgama tra i componenti. In particolare, lo zucchero si trova ancora sotto forma cristallina e di conseguenza il prodotto finito ha una consistenza friabile e granulosa
Differenze tra il cioccolato di Modica e gli altri
Oltre alla friabilità ci sono altre differenze con gli altri cioccolati. Innanzitutto la quantità di cacao, che nel cioccolato tradizionale può variare in modo significativo e anche ben al di sotto del 50%. Negli altri cioccolati possiamo trovare ingredienti come il latte, alcuni grassi vegetali e additivi alimentari, non presenti nel Modica IGP.
Un discorso a parte merita il latte, che non può essere consumato dalle persone allergiche e da quelle intolleranti al lattosio, che devono fare attenzione alle etichette nel consumo del cioccolato tradizionale, ma non avranno problemi consumando il cioccolato di Modica IGP, che non può contenerne.
È noto che il cacao possieda numerose sostanze naturali, cui sono attribuite proprietà nutraceutiche. Alcune di queste sostanze sono sensibili ai trattamenti termici. Si può ipotizzare, quindi, che un trattamento a 50 °C, come avviene con il cioccolato di Modica IGP, consenta una migliore stabilità delle sostanze benefiche. Questo, però, non è sufficiente a giustificare differenze significative sulla sicurezza e sul valore nutrizionale tra il cioccolato di Modica IGP e gli altri cioccolati.
Come mangiarlo?
È molto interessante l’ampia disponibilità dei sapori che sono abbinati al cioccolato: si va dal peperoncino al finocchio, dall’anice alle rose e tante combinazioni ancora. Sono sapori che in molti casi richiamano quelli della Sicilia e che attraggono la curiosità dei consumatori.
Questa ultima caratteristica è divenuto un importante strumento promozionale non solo per la Sicilia, ma anche per tutto il nostro Paese. Molti sono quelli che, incuriositi dal cioccolato di Modica IGP, decidono di visitare i luoghi in cui è prodotto. Aspetto non trascurabile è il fatto che chi non può permettersi di venirci a trovare si possa consolare mangiando del cioccolato che richiama le tradizioni e i sapori della nostra straordinaria Sicilia.
Sembra che l’attribuzione del marchio IGP al cioccolato di Modica abbia comportato importanti benefici all’economia locale, anche grazie alla capacità del sistema di sfruttare al meglio le opportunità che il marchio IGP offre.
Un modello da applicare anche per altri prodotti, a tutela e per la valorizzazione del Made in Italy.
Articolo realizzato nell’ambito del progetto “CARE – Conosci, Scegli, Proteggi” finanziato dal MIMIT. D.D. 12 maggio 2025