L’importanza del gelso è dovuta soprattutto alle sue foglie, ma anche ai frutti che produce e al suo inserimento nel contesto delle aziende agricole tradizionali.
Diverse specie di gelsi
Di gelsi esistono diverse specie. Il bianco è di origine cinese, il nero dell’Asia minore e il rosso del Nord America. I primi gelsi sono comparsi nel nostro Paese nel Medio Evo, mentre il gelso americano in epoche recenti.
Le sue foglie, soprattutto del gelso bianco, sono l’alimento ideale per il baco da seta e proprio nel centro nord del nostro Paese si è avuto il suo massimo sviluppo. Purtroppo, la produzione della seta è progressivamente calata fino a scomparire quasi del tutto, soppiantata da altre fibre, naturali e sintetiche. Di conseguenza il gelso ha perso gran parte della sua importanza.
Come era usato il gelso
Prima dell’avvento dell’agricoltura intensiva, i gelsi venivano abbondantemente utilizzati per delimitare i campi, ai limiti dei vigneti, sparsi nei pascoli per dar ombra agli animali, lungo i sentieri e le strade di campagna.
Lo scopo principale della coltivazione del gelso era quello di produrre le foglie per l’alimentazione dei bachi da seta. Esse hanno una composizione particolarmente adatta allo sviluppo dei bachi e che consente di ottenere della seta di ottima qualità.
Altro uso molto importante delle foglie è quello di alimento per gli animali, in particolare dei ruminanti (bovini e ovini). Le foglie fresche hanno un contenuto proteico che varia dal 4 al 7%, di carboidrati dal 10 al 15%, di fibra grezza dal 5 al 8% e di circa il 2% di grassi. Si tratta, quindi, di un ottimo foraggio per gli animali allevati allo stato brado e semibrado.
Le more di gelso
Alla fine della primavera e in estate i gelsi danno dei frutti (more di gelso) di ottimo valore nutrizionale. Infatti, 100 grammi di frutti freschi hanno circa il 10% di carboidrati (di cui 8% zuccheri), circa 2% di fibra, poco più del 1% di proteine e pochissimi grassi. Il contenuto di acqua è poco meno del 90%. Il valore calorico è di circa 40 kcalorie.
È presente la vitamina C (circa 40 mg/100 g e il potassio (190 mg/100 grammi). Di particolare interesse è la presenza di antiossidanti (antociani e polifenoli), soprattutto nei gelsi neri e rossi. Le more di gelso contengono anche resveratrolo, di cui sono conosciute le proprietà benefiche.
Gli alberi generalmente sono molto produttivi, ma i frutti sono delicati e cadono dagli alberi quando la maturazione è completata. Si consiglia quindi di raccoglierli prima che cadano. Consumandoli freschi si sfruttano al meglio le loro proprietà nutrizionali e benefiche, che sono simili, se non superiori, ad alcuni integratori alimentari che contengono gli stessi principi attivi. Si possono conservare facendone delle confetture, degli sciroppi per preparare delle granite o anche essiccarli. Facendoli fermentare si possono ottenere delle bevande alcoliche.
Come albero il gelso resiste bene anche a climi asciutti e grazie al suo folto fogliame ha una importante funzione nell’assorbimento dell’anidride carbonica e offre riparo dai raggi solari.
Insomma, il gelso è una pianta che andrebbe rivalutata e non soltanto per la bachicoltura, ma anche come alimento per i ruminanti e soprattutto per i suoi frutti che sono prodotti in abbondanza. Infine non bisogna dimenticare l’aspetto ambientale e paesaggistico che può essere arricchito dai gelsi.