Malattie delle piante e fichi, cosa fare? 

Agostino Macrì
23 Giugno 2026
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Le piante sono suscettibili di diverse malattie infettive provocate da virus, batteri e parassiti, che generalmente rimangono confinate nel mondo vegetale e non colpiscono gli animali. 

Le piante si difendono 

Per difendersi, le piante elaborano numerose sostanze chimiche naturali. Tra queste l’acido salicilico, il resveratrolo, le piretrine, la nicotina, la caffeina, la solanina, che in condizioni ambientali naturali riescono a contenere l’aggressività dei loro nemici. 

L’uomo attraverso processi selettivi durati secoli, è riuscito ad “addomesticare” molti vegetali e a coltivarli per ottenere i loro frutti di ottima qualità ed in quantità sempre maggiori. 

I fitofarmaci 

Con la selezione e lo spostamento delle piante dal loro habitat, in molti casi le loro difese naturali si sono attenuate. I nemici delle piante sono divenuti sempre più aggressivi. Per fronteggiarli è stato necessario mettere a punto nuove tecniche di difesa selezionando piante più resistenti e sviluppando dei fitofarmaci in grado di eliminare i nemici, ma con il tempo si è visto che molti fitopatogeni sono divenuti resistenti.  

Inoltre, molti territori sono stati invasi da microrganismi e parassiti “alieni”, contro cui le piante indigene si sono trovate indifese. 

Uno degli esempi più eclatanti di questo stato di cose è rappresentato dalla xilella, un batterio che ha devastato molti oliveti soprattutto in Puglia. Oltre che agli inevitabili crolli delle produzioni di olio, ci sono stati delle pesanti ricadute anche ambientali per cui vaste aree geografiche adibite a oliveti hanno assunto un aspetto spettrale. 

Piante di fico in pericolo al Sud 

Ci sono due nuovi gravi pericoli che stanno minacciando seriamente le nostre piante di fico. Si tratta del fungo Ceratocystis ficicola e del coleottero Aclees taiwanensischiamato punteruolo nero del fico. Questi patogeni arrivano da lontano. 

La malattia fungina è stata segnalata in Puglia e Sicilia nel 2023. Essa provoca gravi lesioni nel tessuto legnoso delle radici e del tronco e anche il cancro della corteccia. Di conseguenza, le piante di fico rallentano la crescita, presentano avvizzimento, ingiallimento ed infine muoiono. Non risulta che esistano fitofarmaci antifungini particolarmente efficaci e per il futuro si spera nella selezione di piante di fico resistenti al fungo. 

Il punteruolo nero dall’Asia  

Il punteruolo nero del fico è un coleottero che sembra sia arrivato dall’Asia una ventina di anni fa e si è insediato in diverse regioni italiane

L’insetto aggredisce la pianta alla base a contatto con il terreno, creando delle lesioni dove la femmina depone le uova. Le larve scavano delle gallerie nelle parti legnose e quando sono mature raggiugono la corteccia fino allo stadio di “pupa”.  La pianta deperisce progressivamente fino alla sua morte.

Il processo è molto lungo e dura circa 2/3 anni. La malattia è molto subdola e quando ci si accorge del deperimento è già troppo tardi per intervenire. Gli insetti adulti sono in grado di volare e di depositare le uova in altre piante. Si nutrono dei rametti molti giovani e anche dei frutti appena formati.

Non risulta che ci siano degli insetticidi specifici per il coleottero e potrebbe essere efficace la rimozione meccanica degli insetti. 

Difficile prevenire 

La situazione in Italia è complicata dal fatto che la coltivazione del fico è complementare ad altre attività agricole e i fichi crescono ai margini dei campi o insieme ad altre piante da frutta. Generalmente gli agricoltori non danno, quindi, molta importanza ai fichi e trascurano di curarli. Rimane quindi difficile fare una attenta opera di prevenzione e le malattie dei fichi possono raggiungere anche le poche strutture dove invece il fico è una produzione prevalente. 

In tali situazioni la produzione dei fichi in Italia viene messa in pericolo ed il rischio di dover rinunciare ad uno dei frutti più rappresentativi della dieta mediterranea diviene consistente. Sarebbe quindi opportuno che i Ministeri competenti imponessero misure adeguate di prevenzione e lotta alle malattie del fico e promuovano specifici progetti di ricerca. 

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