Un caso di rabbia in Italia

Agostino Macrì
9 Giugno 2026
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Si torna a parlare di rabbia, anche se in Italia la malattia è stata eradicata da decenni.  

A maggio 2026, in Veneto è stato scoperto un cane ammalato. L’animale era stato importato illegalmente dal Marocco, dove ancora la malattia è endemica. Per evitare ogni possibile pericolo della sua diffusione, sono state attuate severe misure preventive. 

La rabbia: cos’è? 

La rabbia è una zoonosi, una malattia infettiva che si può trasmettere dagli animali all’uomo. È provocata da un virus che ha un carattere “neurotropo”, che, cioè, si sviluppa invadendo il sistema nervoso centrale e provocando delle lesioni molto gravi, che gradualmente portano alla paralisi e poi alla morte. 

La paralisi dei muscoli facciali impedisce di bere e gli animali reagiscono alle gravi sofferenze mordendo chi si avvicina, altri animali o l’uomo. Essendo il virus presente nella saliva, proprio attraverso la breccia provocata dalla ferita riesce a raggiungere il sangue e il sistema nervoso centrale, avviando il processo infettivo.  

Le conseguenze della rabbia sull’uomo 

Le possibilità di contrarre la rabbia dal morso di animali ammalati dipendono dalla profondità delle ferite e dalla quantità di virus con cui si viene a contatto. Ovviamente una leggera ferita superficiale comporta meno rischi di una ferita profonda lacero contusa.  

Purtroppo per questa malattia non esistono possibilità di terapie ed i soggetti colpiti, sia animali che esseri umani, vanno incontro a morte quasi certa con atroci sofferenze. 

Fortunatamente esistono delle profilassi, che se prontamente applicate, sono in grado di prevenire la malattia anche a seguito di un morso di un animale rabido o sconosciuto.  

Gli interventi da fare sono:  

  • lavare e disinfettare abbondantemente la ferita cercando di asportare nel modo più completo possibile la saliva dell’animale  
  • rivolgersi ad una struttura di Pronto soccorso medico 
  • sottoporsi ad interventi preventivi, fatti da medici, con un vaccino e con degli anticorpi antirabbici. 

Cosa è stato fatto 

Come accennato, nel nostro Paese la rabbia negli animali domestici e selvatici, grazie ad una severa campagna di prevenzione fatta oltre 50 anni fa, è scomparsa. Tuttavia la malattia è ancora presente in alcuni Paesi europei e in altri continenti. Per tali motivi le Autorità Sanitarie prestano la massima attenzione agli animali di importazione e intervengono con decisione per stroncare ogni possibile focolaio. 

Nel caso che si è verificato in Veneto sono stati fatti gli esami clinici per verificare l’effettiva malattia nel cane e una volta accertata la rabbia, l’animale è stato abbattuto in eutanasia, anche per evitargli inutili sofferenze.  Sono stati poi identificati gli altri animali con cui è venuto a contatto, che sono stati messi in quarantena e sottoposte a misure di profilassi. Anche sulle persone che in qualche modo sono state vicine al cane sono state attuate le misure precauzionali necessarie. 

La misura sanitaria più importante è stata comunque quella di disporre la vaccinazione antirabbica di tutti i cani ed i gatti della città, per scongiurare la possibile diffusione della rabbia. 

Come si previene la rabbia? 

Quanto avvenuto dovrebbe essere un monito per evitare azioni illegali, come l’importazione di animali al di fuori delle norme previste (certificati veterinari, vaccinazioni, ecc.)

Visitando altri Paesi dovremmo evitare di avvicinare cani e gatti sconosciuti e nel caso di morsi è bene ricorrere prontamente a cure mediche. Se abbiamo con noi un cane o un gatto è bene che non vadano a contatto con gli animali del luogo. 

Infine, rispettiamo le regole che ci suggerisce il nostro veterinario per le terapie e le profilassi delle malattie infettive degli animali. Molte di esse possono contagiare anche l’uomo. Ricordiamolo. 

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