Spreco alimentare, cosa dice la Legge Gadda

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Il valore dello spreco alimentare in Italia vale quasi 16 miliardi di euro all’anno, circa l’1% del PIL del Paese. A differenza di ciò che pensano in molti, lo sperpero di cibo non avviene quasi esclusivamente nelle grandi catene dei supermercati ma in casa, tra il 60% e 70% del totale. Per limitare questi sprechi dal 14 settembre del 2016 è entrata in vigore la legge 166/2016, la cosiddetta norma “antisprechi”, la cui prima firmataria è stata l’onorevole Maria Chiara Gadda.

Cosa dice la legge “antisprechi”

Lo scopo della legge 166/2016 è ridurre gli sprechi lungo tutta la filiera agro-alimentare, favorendo il recupero e la donazione dei prodotti in eccedenza. Con l’approvazione della legge di bilancio 2018 l’ambito di applicazione della legge è stato ampliato: oltre ad alimenti e farmaci, sarà possibile donare anche prodotti per l’igiene e la cura della persona e della casa, integratori alimentari, biocidi, presidi medico chirurgici, prodotti di cartoleria e cancelleria.

Tra i punti più importanti della legge vi sono:                

– definizione chiara di tutti i termini che si utilizzano quando si parla di “spreco alimentare”: spreco, eccedenza, operatore del settore alimentare, soggetto cedente, donazione, distinzione tra termine minimo di conservazione e data di scadenza;

– semplificazione delle procedure per il recupero e la donazione delle eccedenze alimentari;

– diffusione delle doggy bag nei ristoranti;

– riduzione della tassa sui rifiuti per chi dona cibo;

– introduzione nelle scuole di un insegnamento sull’educazione alimentare e sulla lotta agli sprechi;

campagne di comunicazione sui temi dell’educazione alimentare e della riduzione degli sprechi per incentivare le donazioni delle eccedenze da parte delle aziende e sensibilizzare i consumatori;

finanziamenti per chi sviluppa progetti di ricerca nel settore;

– impiego di alimenti recuperati per nutrire gli animali nel caso in cui questi non possano più essere utilizzati direttamente dall’uomo;

I primi risultati

Secondo la Fondazione Banco Alimentare, Onlus che si occupa della raccolta e del recupero di generi alimentari ed eccedenze alimentari e della loro ridistribuzione a strutture caritative, nel primo anno in cui la norma è entrata in vigore (ottobre 2016-settembre 2017), le donazioni di eccedenze alimentari fatte alla Onlus da parte della grande distribuzione sono aumentate del 21,4%: 5.573.000 kg contro 4.635.000 kg del periodo ottobre 2015-settembre 2016. Si tratta di un importante recupero di eccedenze che contribuisce, anche se solo in parte, ad alleviare le sofferenze di chi è più bisognoso. Si tratta, purtroppo, di molte persone in Italia. Stando alle ultime rilevazioni diffuse da Istat nel dicembre 2017, sono infatti 18 milioni gli italiani a rischio di povertà ed esclusione sociale. L’Italia rimane inoltre il Paese che conta, in valore assoluto, più poveri in Europa.

Il nostro impegno

Affinché questa legge porti a una sensibile riduzione degli sprechi e delle eccedenze alimentari, è necessaria la collaborazione tra istituzioni, operatori della filiera agro-alimentare e Onlus. Ma, soprattutto, c’è bisogno del comportamento virtuoso dei cittadini. Per contribuire alla divulgazione della “cultura dell’antispreco”, l’Unione Nazionale Consumatori sostiene e partecipa attivamente al progetto Life – FOOD.WASTE.STAND.UP, co-finanziato dalla Commissione Europea nell’ambito del programma per l’ambiente e l’azione per il clima (LIFE 2014 – 2020) con on Federalimentare (capofila), Federdistribuizone e Fondazione Banco Alimentare Onlus. In quest’ambito l’Associazione ha avviato una serie di iniziative per dare ai consumatori informazioni e consigli utili sia per risparmiare che per rispettare dell’ambiente. Tra queste vi sono le brochure “Impariamo a conoscere la durabilità dei prodotti”, “Impariamo a conservare correttamente gli alimenti” e “Impariamo a fare la spesa”, l’App “Spesa Facile App” e il servizio “L’esperto risponde”.

Leggi la nostra intervista all’Onorevole Maria Chiara Gadda

Data: 29 gennaio 2018
Autore: Rocco Bellantone

 

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