Non portare il cane malato dal veterinario è reato?

Il proprietario che si disinteressa della salute del proprio animale, lascia che le sue condizioni si aggravino progressivamente e non lo porta da un medico veterinario, può essere accusato di maltrattamento. Lo ha confermato la Corte di Cassazione con una recentissima sentenza (Cass. Pen. Sez. III, n. 22579/2019), relativa al caso di un cane affetto da tumori mammari e trascurato dal proprietario, al punto che era stata messa in pericolo la sua stessa sopravvivenza.

Cosa s’intende per “maltrattamento” di animali?

Il reato di maltrattamento di animali è punito dal Codice Penale, all’art. 544 ter, e si configura quando qualcuno, con crudeltà o senza necessità, causa volontariamente una lesione a un animale oppure lo sottopone a sevizie o comportamenti o fatiche o a lavori insopportabili per le sue caratteristiche etologiche.

La giurisprudenza ha già più volte affermato che questo tipo di comportamento sussiste anche qualora la sofferenza consegua all’omissione delle cure e dei provvedimenti necessari per assicurare il benessere e la salute dell’animale stesso.

Trascuratezza e colpevolezza

Nella sentenza sopra citata, i giudici hanno confermato che il lasciar patire un animale per una malattia senza farlo curare, nemmeno quando la situazione si protrae e si aggrava, “configura una lesione rilevante per il reato di maltrattamento di animali, art. 544 ter”.  A supporto di questa interpretazione, viene richiamata una relazione tra questo reato, in danno di animali, e quello che punisce chi causa lesioni personali a un uomo (art. 582 c.p.). In particolare, si precisa che l’integrità di un individuo può essere compromessa anche da “un significativo processo patologico o l’aggravamento di esso”, con conseguenti sofferenze. Ciò vale anche nel caso di un animale.

E’ importante evidenziare che l’assenza di cure, quando la compromissione delle funzioni dell’organismo o comunque la sofferenza sono evidenti, è ritenuta dolosa, cioè frutto di un comportamento volontario.

Sembra difficile poter affermare che una persona voglia di proposito creare un danno al proprio animale oppure consenta consapevolmente che questo soffra. Ma il proprietario, in questi casi, è considerato responsabile e deve rispondere di un grave reato. 

Autore: Paola Fossati (animalidacompagnia.it)
Data: 25 settembre 2019

 

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CARLO TETTI

PERò DEVE ESSERE POSSIBILE NON CURARE UN PROPRIO ANIMALE SE NON LO SI RITIENE UTILE, E SE L’ANIMALE NON SOFFRE. I VETERINARI TENDONO A FARE ESAMI SUPERFLUI E DARE CURE INUTILI. VOGLIO CHE RESTI LA POSSIBILITÀ DI DECIDERE DI LASCIARE CHE LA NATURA FACCIA IL SUO CORSO SENZA QUEL TIPICO ACCANIMENTO CHE NEMMENO GLI UMANI RIESCONO AD EVITARE.

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Gianni

Purtroppo non tutti possono affrontare spese gravose per la salute del loro Amico a quattro zampe, penso ai pensionati che hanno a mala pena il necessario ed il cane/gatto per loro oltre ad essere una compagnia è una medicina; da anni stiamo chiedendo una sorta di ticket veterinario per aiutare le categorie più deboli. Si può sempre andare alla clinica universitaria ma non è aperta 24 ore e, magari, capiti con uno studente che non ha la necessaria esperienza….


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