CARBURANTI: Antitrust archivia esposto

Redazione UNC
11 Luglio 2026
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Per Antitrust non emergono elementi di diritto per procedere ex legge n. 287/90. Intanto dal 3 luglio un pieno di gasolio costa 5,15 euro in più

Roma, 11 luglio 2026 – “L’Antitrust ha archiviato l’esposto che avevamo presentato a marzo, quando si erano verificate le prime speculazioni sui prezzi dei carburanti dopo l’attacco all’Iran di fine febbraio” afferma l’avv. Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.

“Avevamo riportato, tra le altre cose, anche quanto denunciato dalla cabina di regia della Commissione di allerta rapida, presieduta dal ministro Urso, che nel suo comunicato ufficiale del 9 marzo, segnalava “aumenti anomali a monte della catena di distribuzione” e che rilevava che per “due delle principali compagnie petrolifere, i prezzi medi applicati alla pompa sono aumentati più dei prezzi consigliati dalle compagnie di riferimento“. Ma l’Antitrust ha ugualmente archiviato il nostro esposto, non essendo emersi elementi di diritto che consentono di procedere ex legge n. 287/90” prosegue Dona.

Questa la motivazione dell’Antitrust: “l’Autorità ha valutato i fatti denunciati e ha riscontrato che, in relazione agli stessi, non risultano allo stato emergere elementi di fatto e di diritto sufficienti a giustificare ulteriori accertamenti ai sensi della legge 10 ottobre 1990, n. 287, o degli articoli 101 e 102 del TFUE”.

“Insomma, se non si riesce a dimostrare in modo incontrovertibile l’abuso di posizione dominante o l’intesa restrittiva della concorrenza, cose quasi impossibili da provare, l’Antitrust non si considera competente ad intervenire contro le mere speculazioni o contro il meccanismo della doppia velocità: prezzi veloci come un razzo a salire e lenti come una piuma a scendere. Ecco perché da anni chiediamo che nella legge annuale sulla concorrenza i poteri dell’Authority siano rafforzati e ampliati, così che possa sanzionare chi si approfitta di situazioni di emergenza, dalle guerre come quelle in Iran alle pandemie come il Covid, per far esplodere i prezzi. Invece, ancora una volta, nella bozza del ddl concorrenza non si fa alcun cenno alla definizione di prezzo anomalo” prosegue Dona.

“Ora serve che il ministro Urso vari l’app carburanti prevista dal decreto-legge 14 gennaio 2023 n. 5, che dopo la bellezza di 3 anni e 6 mesi non ha ancora visto la luce e che stracci la bozza del ddl concorrenza nella parte relativa al settore carburanti, addirittura controproducente, modificando invece il Codice del Consumo, la legge 10 ottobre 1990, n. 287 e gli articoli   501 e 501 bis del Codice penale così da permettere alle Procure e all’Antitrust di intervenire contro chi si approfitta di guerre o calamità per arricchirsi e aumentare i prezzi delle merci. Inoltre, visto che il ministro Urso aveva promesso che avrebbe deciso se reintrodurre lo sconto sulle accise “alla luce dei negoziati che sono in corso”, visto come stanno andando e considerato che dal 3 luglio a oggi un pieno di 50 litri di gasolio costa 5,15 euro in più nella rete stradale e 4,80 nelle autostrade, occorre reintrodurre immediatamente lo sconto sulle accise tolto dal 4 luglio” conclude Dona.

L’Antitrust prosegue così nelle sue motivazioni: “in particolare, dagli approfondimenti svolti è emerso che, nell’iniziale fase di aumento dei prezzi dei carburanti registrato a seguito delle tensioni geopolitiche in Medio Oriente, i comportamenti delle principali compagnie petrolifere hanno mostrato un significativo grado di eterogeneità, ben superiore a quello osservato pre-crisi. Sebbene nella fase successiva, caratterizzata da una graduale riduzione dei prezzi, si riscontri un maggiore allineamento tra gli operatori, quest’ultimo appare essere sostanzialmente in linea con quanto si registrava antecedentemente alla crisi. Pertanto, allo stato non appaiono emergere elementi sufficienti per ricondurre l’andamento dei prezzi a un’ipotesi di intesa restrittiva della concorrenza”.

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