ENERGIA: non si ripartiscano gli oneri dei morosi sulla collettività

Comunicato stampa Unione Nazionale Consumatori

Un sopruso ed un incentivo per i furbetti. Sul consumatore non vanno caricati oneri impropri.

Roma, 14 febbraio 2018 – “Ripartire gli oneri non pagati dai clienti morosi sugli onesti cittadini che pagano regolarmente è una vergogna!” afferma Marco Vignola, responsabile del settore energia dell’Unione Nazionale Consumatori.

La polemica nasce da un articolo del Sole24ore di oggi, che annuncia una nuova delibera dell’Authority che trasferisce sulle bollette della luce di tutti i consumatori gli oneri non pagati dai clienti morosi. L’Autorità per l’energia elettrica ed il gas, che ora si chiama Arera, facendo però riferimento ad una delibera già esistente, ha precisato che riguarda solo una particolare casistica, limitata numericamente e che il meccanismo finalizzato a garantire il gettito degli oneri dovuti per legge, deriva da una serie di sentenze della giustizia amministrativa che hanno annullato le precedenti disposizioni dell’Autorità in tema.

“Anche se l’Authority ridimensiona la portata del problema, anche se riguarda una minoranza di soggetti e la decisione deriva da pronunce della giustizia amministrativa, resta un sopruso bello e buono! Poco importa di chi è la colpa: il principio è profondamente sbagliato” prosegue Vignola.

“Le compagnie hanno tutti gli strumenti per ottenere il pagamento dei morosi, fino al distacco della fornitura. La delibera è solo un incentivo per non perseguire i furbetti del quartierino e per scaricare la cattiva gestione di alcune aziende sugli utenti” prosegue Vignola.

“Sul consumatore, da sempre, vengono caricati oneri impropri che non dovrebbero gravare sulle famiglie che pagano le bollette, ma semmai sulla fiscalità generale. Questo discorso vale per la totalità degli oneri generali di sistema, salvo rare eccezioni, come la componente che finanzia il bonus sociale” aggiunge Vignola.

“Per chi non ce la fa ad arrivare alla fine del mese, da anni solleviamo il problema di innalzare il bonus, che attualmente ha soglie Isee a dir poco ridicole. Se invece di promettere riduzioni di imposte progressive, come l’Irpef, o bonus dati a casaccio, i politici si impegnassero ad eliminare alcuni oneri di sistema, sarebbe decisamente meglio” conclude Vignola.

 

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