SCIOPERI: vanno inasprite le sanzioni della legge 146/90

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Comunicato stampa dell’Unione Nazionale Consumatori

L’UNC è contraria alla proposta di consentire la proclamazione di uno sciopero solo se c’è l’adesione del 50% +1 dei lavoratori.

Roma, 29 luglio 2015. “Bastano due persone per avere un’astensione collettiva dal lavoro. La legge può regolare lo sciopero, non impedirlo. Il punto vero è il mancato rispetto della legge attuale, la 146/90: i mancati preavvisi ai consumatori, i finti annunci di scioperi poi revocati, gli scioperi bianchi, le finte assemblee” ha dichiarato Massimiliano Dona, (segui @massidona su Twitter), Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori, commentando la dichiarazione del segretario della Fiom, Maurizio Landini,  secondo il quale la proposta che ad indire uno sciopero sia il 50% più uno dei lavoratori va contro la nostra Costituzione

“Per questo chiediamo al Parlamento di rivedere le sanzioni pecuniarie, che ormai non rappresentano più un efficace deterrente” ha proseguito Dona. L’UNC ricorda che attualmente quella massima va da 2.500 a 50.000 euro.

“Proponiamo anche nuove procedure di raffreddamento e di conciliazione nelle quali siano coinvolte anche le associazioni di consumatori e l’introduzione di forme alternative di protesta, come lo sciopero del biglietto e gli scioperi virtuali. In questi ultimi anni, infatti, per avere maggiore visibilità mediatica si è violata la legge avendo come obiettivo principale non quello di danneggiare economicamente il datore di lavoro, come dovrebbe essere, ma il consumatore. Questo è inaccettabile ed è questo che va punito più severamente” ha concluso Dona.

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