Ristoranti etnici: come scegliere in sicurezza

Redazione UNC
17 Luglio 2022
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ristorante etnico

Sei fra coloro che amano la cucina etnica e si concedono, quando possibile, un pranzo o una cena in uno dei tanti ristoranti diffusissimi nelle città?

Sappi che per evitare spiacevoli sorprese, quando si va a mangiare in ristoranti che servono cucine di altri Paesi (ma non solo), è bene prestare attenzione ad alcuni elementi fondamentali. Scopriamo insieme quali.

Irregolarità nei ristoranti: maxi-sequestro dei Nas

Recentemente i Nas, a seguito di una campagna di controllo sulla ristorazione etnica, eseguita in tutta Italia in collaborazione con il Ministero della Salute, hanno sequestrato 700 tonnellate di prodotti alimentari irregolari o scaduti.

I prodotti sono risultati “non idonei al consumo in quanto privi di tracciabilità, in cattivo stato di conservazione e con etichettatura irregolare”, per un valore commerciale di circa 3 milioni di euro. Irregolare oltre il 40% delle strutture controllate.

A cosa stare attenti al ristorante

Il maxi-sequestro dei Nas ci offre l’occasione per ricordare che al ristorante (etnico e non) bisogna prestare particolare attenzione ad alcuni aspetti fondamentali, al fine di tutelare la propria salute. Vediamo nel dettaglio quali sono.

  • Va segnalata la presenza di allergeni (latte, uova, crostacei, solfiti, ecc.) o di ingredienti che non sono tollerati (glutine e lattosio) il cui elenco è riportato nel Regolamento 1169/2011. Alcune persone sono allergiche ad alimenti particolari (pesca, fragole, olio, peperoncino, fave, ecc.) per cui chi va in un ristorante deve sapere se qualcuno di questi alimenti è presente. E’ utile sapere che se si subiscono danni a seguito del consumo di qualche alimento che contiene allergeni e di cui non si è stati informati, il ristoratore ne risponde penalmente, anche con l’arresto.
  • Bisogna diffidare di carrelli con cibi freddi, conservati a lungo a temperatura ambiente, specie se con gelatine, creme, maionese, mascarpone, salse e uova.
  • Se si prende il pesce crudo, il pericolo maggiore è rappresentato dalla possibile presenza di anisakis, piccolo verme parassita di molti pesci. Per evitare questo pericolo, il pesce da consumare crudo deve essere previamente “abbattuto”, ovvero congelato a circa -20°C per 12 – 24 ore. Se mal conservato possono esserci altre contaminazioni microbiche in grado di provocare intossicazioni alimentari; questo pericolo si elimina con una adeguata cottura.
  • La cottura deve essere eseguita in modo appropriato. Se viene servito un fritto “bruciacchiato” e di cattivo odore il cliente ha il diritto di rifiutarlo. Ovviamente ogni piatto “difettoso” può essere respinto.
  • L’olio deve essere servito in recipienti antirabbocco (in pratica le classiche oliere sono illegali).
  • E’ sempre più diffusa l’abitudine di prendere un calice di vino. Il consumatore ha il diritto di sapere di che vino si tratta, bisogna quindi poter vedere la bottiglia.

La formula “all you can eat” nei ristoranti

Molto spesso i ristoranti etnici (ma non solo) offrono la formula dell’all you can eat (dove pagando una cifra fissa si può mangiare quel che si vuole) specialmente in attività che servono cucina di tipo orientale.  Non si può escludere che molti di questi ristoranti utilizzino come materia prima pesce congelato che costa molto meno di quello fresco e, paradossalmente, dà maggiori garanzie igienico-sanitarie. Il consumatore ha diritto di conoscere se il prodotto che sta mangiando è fresco o congelato-surgelato, per una questione anche di prezzo. 

HACCP e corsi di formazione per il personale

E’ infine importante ricordare che:
  • i ristoranti devono rispettare norme igieniche riportate negli HACCP (analisi dei rischi e punti critici di controllo) che devono essere ben visibili ai clienti.
  • Tutto il personale deve avere seguito dei corsi di formazione che consentono di conoscere le procedure che consentono di prevenire problemi di natura igienico-sanitaria.
  • Nel caso di malattie contratte in un luogo di ristorazione è opportuno ricorrere immediatamente alle cure mediche rivolgendosi magari a un pronto soccorso.



Autore: Sonia Galardo Data: 17 luglio 2022

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