Nuovi imballaggi, combattono lo spreco alimentare e l’inquinamento 

Redazione UNC
18 Febbraio 2026
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Le spiagge sono piene di rifiuti e la maggior parte di questi sono imballaggi di plastica e confezioni di cibo.  

I numeri di Legambiente sono impietosi e ci avvisano ancora una volta che dobbiamo cambiare abitudini. Tra 2021 e 2024 sono stati catalogati 40.388 rifiuti in 10 spiagge e 10 parchi urbani e l’80% è risultato plastica tradizionale (monitoraggio “Beach e Park Litter” di Legambiente). Le bioplastiche sono quasi invisibili: 0,2% del totale.  

Il packaging alimentare 

Non basterà diminuire l’impatto di confezioni monodose, cosa che l’Europa ha già iniziato con il nuovo Regolamento sugli imballaggi, ma la questione è più complicata quando parliamo di cibo.  

Il packaging degli alimenti non serve solo a trasportarlo e proteggerlo dagli agenti esterni, ma riguarda la giusta conservazione, la shelf-life e la sicurezza alimentare

Shelf-life, che significa 

La shelf-life è la durata di conservazione di un prodotto, la sua “vita a scaffale”, cioè quanto un alimento resta buono e sicuro da mangiare prima di deteriorarsi.  Se la shelf-life è troppo corta, il prodotto ha una vita breve e, spesso, va a male prima che riusciamo a consumarlo. Il risultato è un enorme spreco di cibo e di imballaggi da smaltire.  

Le nuove tecnologie ci aiutano in questo e gli studi cercano sempre nuovi modi per estendere la shelf life degli alimenti e aiutare i consumatori a conservarli meglio e farli durare di più. 

Perché alimenti che durano di più significa meno cibo buttato via e meno imballaggi

Unc e Foodguard contro lo spreco alimentare 

Noi di UNC lavoriamo insieme ad altri 19 partner europei al progetto FoodGuard, che vuole rendere più sostenibili le filiere alimentari e combattere lo spreco. 

Il progetto FoodGuard sta studiando soluzioni tecnologiche innovative basate sul microbioma, sulle attività microbiche, sul packaging intelligente, sull’ecolabeling dei prodotti. Lo scopo? Allungare e monitorare la durata di conservazione dei prodotti deperibili (come carne, pesce, formaggio e verdure in busta) in modo da ridurre significativamente gli sprechi. 

Perché circa 1/3 del cibo prodotto per il consumo umano viene perso o sprecato a livello globale e all’interno dei paesi dell’UE.  Ogni anno si sprecano 57 milioni di tonnellate di cibo (24% verdure, 22% frutta, 12% cereali, 11% tuberi, 11% carne, 10% colture oleaginose, 7,5% prodotti lattiero-caseari e uova e 3% di pesce). Mentre 36,2 milioni di persone non riescono a permettersi un pasto nutriente. 

Imballaggi intelligenti, smart e attivi 

Negli ultimi anni il packaging alimentare sta cambiando pelle. Non è più solo una scatola o una pellicola, ma può monitorare la qualità del prodotto e, in alcuni casi, interagire addirittura con esso, aiutando a mantenerlo buono più a lungo. 

Il progetto Foodguard si concentra su 3 tipi di packaging

  • Imballaggi intelligenti: monitorano cosa sta succedendo al prodotto (qualità, stato, condizioni di trasporto), per esempio segnalando se la catena del freddo è stata interrotta o se ci sono state contaminazioni. Anche se non è scaduto, il prodotto potrebbe essere stato conservato male: il packaging ce lo dice. 
  • Imballaggi attivi: interagiscono con gli alimenti per migliorare la conservazione (es. assorbono sostanze indesiderate o gestiscono gas nell’ambiente interno), allungando la shelf life. I prodotti durano di più, quindi si spreca meno. 
  • Smart packaging: imballaggi che usano tecnologie avanzate lungo tutta la filiera per ottenere dati in tempo reale sulla posizione, il movimento e le condizioni dell’imballaggio. Nella pratica lo vediamo con QR code, indicatori tempo-temperatura, etichette con inchiostri che cambiano in base alle condizioni, ecc. Questi imballaggi permettono il controllo, anche a distanza, della temperatura e di altri parametri di qualità e consentono di tracciare la posizione. 

FoodGuard lavora su packaging che fanno durare di più il cibo e ci dicono di più sulla sua conservazione, su imballaggi compostabili e addirittura edibili, che oltre alle loro varie funzioni non creano rifiuti, per eliminare lo spreco alla radice. E se buttiamo meno cibo, riduciamo anche l’impatto ambientale. 

Questo articolo è stato realizzato nell’ambito del PROGETTO FOODGUARD – 101136542.

Il progetto FOODGUARD ha ricevuto finanziamenti dal programma di ricerca e innovazione Horizon Europe dell’Unione Europea nell’ambito dell’accordo di sovvenzione n. 101136542. Tuttavia, i punti di vista e le opinioni espressi sono esclusivamente quelli dell’autore/degli autori e non riflettono necessariamente quelli dell’Unione Europea o dell’Agenzia Esecutiva Europea per la Ricerca (REA). Né l’Unione Europea né l’autorità che eroga il finanziamento possono esserne ritenuti responsabili.

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