Prezzi dei voli che aumentano anche dopo l’acquisto, è legittimo? 

Marcella Mastrobuono
27 Aprile 2026
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La guerra in Iran continua ad avere un impatto concreto sui prezzi in Italia, quelli dell’energia e dei voli soprattutto, a causa del blocco dello Stretto di Hormuz, da dove passa molto del petrolio che dai Paesi del Golfo arriva in Europa. 

L’aumento del prezzo del cherosene ha spinto alcune compagnie aeree ad applicare sovrapprezzi sui biglietti, scaricando sui passeggeri i costi più alti del carburante. La novità è che anche chi ha già comprato il biglietto aereo potrebbe vedersi chiedere altri soldi per volare, come stanno facendo la compagnia aerea spagnola Volotea e alcune compagnie di navigazione.  

Secondo noi di Unione Nazionale Consumatori la pratica è scorretta e potenzialmente illegittima, per questo abbiamo presentato un esposto sia all’Antitrust che all’ENAC per bloccarla. 

La strategia delle compagnie di aumentare i servizi extra  

Cosa si fa per scaricare sul cliente i costi del carburante in modo non troppo evidente? Semplice, si alzano le tariffe per i servizi aggiuntivi: bagagli, scelta del posto, ecc.  

Lufthansa ha introdotto il bagaglio a mano a pagamento sui voli a corto raggio per chi acquista la tariffa Economy Basic e anche le principali low cost che operano in Italia stanno usando la stessa strategia: la scelta del posto a sedere può passare da pochi euro a 85 euro a seconda del vettore, mentre il cambio del volo può arrivare a 70 euro. Complessivamente, i servizi extra possono far lievitare il prezzo finale del biglietto fino al 443% rispetto alla tariffa base.  

Leggiamo sempre attentamente ogni voce prima di fare una prenotazione, guardiamo il costo finale effettivo e non solo quello delle prime schermate di ricerca. 

Voli cancellati per mancanza di carburante, c’è l’indennizzo? 

Oltre ai prezzi, c’è la questione della compensazione pecuniaria, che la compagnia deve corrispondere al passeggero oltre al rimborso o alla riprotezione su un altro volo. 

Che succede se la compagnia cancella il nostro volo per il caro carburante? Secondo il commissario europeo ai trasporti, le cancellazioni di voli dovute ad alti prezzi dei carburanti non si qualificano “necessariamente” come circostanze straordinarie, cioè quelle che esonerano le compagnie dal pagamento della compensazione pecuniaria (da 250 a 600 euro in base alla tratta) prevista dal Regolamento europeo 261/2004. 

La posizione di UNC è molto chiara: “Il caro carburante non può in nessun caso essere considerato una circostanza eccezionale. Se le compagnie, pur essendo state informate della mancanza di carburante, non informeranno i consumatori nei tempi previsti, oppure se la compagnia aerea non ordinerà con congruo e sufficiente anticipo il carburante, scatta comunque il diritto alla compensazione pecuniaria, ossia al risarcimento del danno” dice il presidente UNC Massimiliano Dona.

“Secondo la giurisprudenza della Corte di Giustizia europea, la compensazione pecuniaria non è dovuta solo se il vettore può provare che la cancellazione del volo è stata causata da circostanze realmente eccezionali che non si sarebbero comunque potute evitare anche se fossero state adottate tutte le misure del caso, ad esempio se, pur avendo richiesto con largo anticipo il carburante, questo venisse lo stesso a mancare per colpe e responsabilità del tutto esterne alla compagnia aerea” dice il presidente di UNC “Ma se, pur sapendo che il carburante è mancante, la compagnia vendesse lo stesso i biglietti, sarebbe comunque responsabile del danno nei confronti dei consumatori”. 

Volotea aumenta i biglietti già venduti 

La compagnia aerea spagnola Volotea, visto l’aumento del prezzo del jet fuel, ha iniziato a chiedere ai propri passeggeri un supplemento di 14 euro come adeguamento per i costi del carburante su prenotazioni già concluse e pagate.  

La compagnia si è appellata alla cosiddetta “Fair Travel Promise”, una clausola inserita nelle proprie condizioni contrattuali per modificare il prezzo del biglietto prima della partenza, in caso di variazioni straordinarie dei prezzi del carburante sui mercati internazionali. Questa formula assicura alla compagnia la possibilità di aumentare il prezzo in caso di rincari del carburante, ma non, ovviamente, il contrario. Nessun beneficio per i consumatori se il prezzo del carburante dovesse scendere.  

Ma non esiste la possibilità di modifiche unilaterali del prezzo già concordato nel caso di acquisto di un singolo servizio. “Negli abbonamenti è prevista la possibilità di modifiche unilaterali, con diritto di recesso per il consumatore” spiega Massimiliano Dona “Ma nel caso dell’acquisto di un singolo servizio non c’è spazio giuridico per un aumento successivo del prezzo. Le clausole inserite da Volotea nelle sue condizioni contrattuali, che prevedono la riserva di supplemento per l’escalation dei prezzi del carburante rischiano di essere considerate vessatorie e quindi nulle”.  

L’istruttoria dell’Antitrust 

Per questo abbiamo presentato un esposto all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato e all’ENAC, chiedendo di bloccare questa pratica prima che si estenda ad altri vettori. Il rischio è che Volotea faccia da apripista per altre compagnie.  L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha avviato un ‘istruttoria sulla vicenda, concentrandosi in particolare sulla trasparenza delle comunicazioni fornite ai passeggeri al momento della prenotazione e il rispetto della normativa europea, che impone di indicare fin dall’inizio il prezzo finale comprensivo di tutte le componenti. 

Qualsiasi supplemento non comunicato in modo adeguato e non incluso nel prezzo finale al momento della prenotazione può essere una pratica commerciale scorretta

L’Antitrust ha invitato i passeggeri che si trovano in questa situazione a raccogliere e conservare tutta la documentazione disponibile (email, screenshot, conferme di prenotazione) e a inviare segnalazioni utili per l’istruttoria.  

Cosa fare se si riceve una richiesta di sovrapprezzo? 

Se abbiamo acquistato un biglietto aereo e ci viene chiesto il pagamento di un supplemento legato al caro carburante, il primo passo è contestare per iscritto la richiesta, evidenziando la possibile natura vessatoria della clausola.

Se la compagnia dovesse insistere, paghiamo il supplemento specificando di farlo “con riserva”, per poi richiederne la restituzione in un secondo momento, soprattutto se l’Antitrust dovesse confermare la scorrettezza della pratica. 

In ogni caso, conserviamo tutta la documentazione e segnaliamo la situazione all’Antitrust. 

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