VOLI: cancellati per assenza di carburanti? Sì a compensazione, salvo rari casi 

Redazione UNC
21 Aprile 2026
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Esposto ad Antitrust e Enac contro Volotea per supplementi caro carburanti. No ai voucher come ai tempi del Covid

Roma, 21 aprile 2026 – “La normativa è chiara: se i voli saranno cancellati per il caro carburanti, i viaggiatori avranno diritto sia al rimborso che alla compensazione pecuniaria se non saranno avvisati in tempo utile” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, commentando la dichiarazione del commissario Ue ai Trasporti Apostolos Tzitzikostas, secondo il quale “Finché non ci sono circostanze straordinarie, il passeggero ha il diritto ad ottenere compensazioni. Riteniamo che le cancellazioni di voli dovute ad alti prezzi dei carburanti non si qualifichino necessariamente come circostanze straordinarie“. 

“Inoltre, non si possono applicare supplementi carburanti se non si tratta di un pacchetto turistico. Per questo abbiamo già presentato un esposto sia all’Antitrust e all’Enac per bloccare questa pratica già adottata dalla compagnia aerea Volotea” prosegue Dona. 

“Quanto all’assenza di carburante, è evidente che la situazione è differente dal caro carburante, che in nessun caso può essere considerato circostanza eccezionale. Ma non si può sostenere che la carenza di jet fuel sia sempre “circostanza eccezionale”. Lo è solo in rarissimi casi” prosegue Dona, commentando sempre la dichiarazione del commissario Ue secondo il quale la carenza di carburante è “una circostanza straordinaria” e, per questo, non dà necessariamente diritto al risarcimento in caso di cancellazione del volo. 

“Se le compagnie, pur essendo state informate della mancanza di carburante, non informeranno i consumatori nei tempi previsti, oppure se la compagnia aerea non ordinerà con congruo e sufficiente anticipo il carburante, scatta comunque il diritto alla compensazione pecuniaria, ossia al risarcimento del danno. Secondo la giurisprudenza della Corte di Giustizia europea, infatti, la compensazione pecuniaria non è dovuta solo se il vettore può provare che la cancellazione del volo è stata causata da circostanze realmente eccezionali che non si sarebbero comunque potute evitare anche se fossero state adottate tutte le misure del caso, ad esempio se, pur avendo richiesto con largo anticipo il carburante, questo venisse lo stesso a mancare per colpe e responsabilità del tutto esterne alla compagnia aerea. Ma se, pur sapendo che il carburante è mancante, la compagnia vendesse lo stesso i biglietti, sarebbe comunque responsabile del danno nei confronti dei consumatori” prosegue Dona.

“Il Commissario, piuttosto, farebbe meglio a chiarire cosa intende quando dice che sono “pronti a intervenire e a modificare alcune parti della normativa per garantire flessibilità per le compagnie aeree”. Non vorremmo che si ripetesse l’operazione scandalosa attuata all’epoca del Covid, quando si modificò la normativa costringendo i consumatori ad accettare i voucher, facendo fare alle famiglie da banche alle compagnie aeree. Una pagina vergognosa che speriamo non si ripeta più” conclude Dona.

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