Le fragole sono un ottimo alimento e si calcola che una porzione di 150 grammi possa essere consumata con tranquillità.
Le fragole che acquistiamo sono quasi completamente edibili (circa il 94%) e non richiedono particolari lavorazioni, se non un lavaggio con acqua per asportare eventuali impurezze, dovute al fatto che la coltivazione avviene a contatto con il terreno.
Valore nutrizionale delle fragole
Da un punto di vista nutrizionale 100 grammi contengono circa 90 grammi di acqua, 30 kcalorie, 0,8 g di proteine, 0,4 g di lipidi, 5,3 g di zuccheri e 1,6 g di fibra.
Tra gli oligoelementi si ha una significativa presenza di potassio (160 mg) e una scarsa presenza di sodio (soltanto 2 mg). Interessante anche la presenza di Vitamina C.
Dovremmo mangiarne di più
Il consumo pro capite annuale in Italia è poco più di 1,5 kg e ciò è dovuto probabilmente alla scarsa conoscenza che abbiamo del valore nutrizionale e anche della disponibilità sul mercato.
La maggioranza delle persone è infatti convinta che le fragole siano disponibili soltanto nella tarda primavera e in estate. Si ritiene che siano facilmente deperibili, per cui si cerca di evitare di farne delle scorte. Infine, sono molti a ritenere che le fragole in vendita nei periodi invernali siano di importazione da Paesi esotici. Questa situazione poteva verificarsi nel passato, quando la coltivazione delle fragole era marginale ad altre attività agricole e la produzione era legata agli andamenti stagionali.
Fragole anche in inverno
Importanti attività di ricerca scientifica e di sviluppo, condotte in vari istituti di ricerca, hanno consentito di sviluppare nuove varietà in grado di sopportare situazioni climatiche avverse e di produrre fragole anche nelle stagioni invernali.
Grazie alle ricerche condotte, che hanno visto in prima fila il CREA, il Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria, è stato possibile ottenere fragole migliori da un punto di vista organolettico ed una maggiore consistenza della polpa, che favorisce una shelf-life più lunga.
Sono state anche selezionate varietà resistenti a malattie, quindi si adoperano meno fitofarmaci.
Nuove varietà di fragole
Come accennato, sono state create nuove varietà che ben si adattano alle tante diverse situazioni climatiche del nostro Paese. Questa opportunità è stata sfruttata a pieno dalla nostra fragicoltura, che in passato era una attività marginale, con una limitata produttività e che, di fatto, rendeva la fragola un frutto di nicchia, quasi sempre con esclusiva produzione stagionale.
Facevano eccezione alcune produzioni locali, come le fragole di Nemi, disponibili tutto l’anno.
Cresce la produzione in Italia
Le innovazioni hanno profondamente modificato la produzione delle fragole. Attualmente la superficie coltivata è di circa 4.200 ettari, di cui circa l’85% è in coltura protetta (tunnel o serra). La produzione annua ammonta a oltre 100.000 tonnellate e pone il nostro Paese tra i maggiori produttori europei.
Oltre che mettere a disposizione dei cittadini un ottimo alimento, la produzione delle fragole deve essere vista come un modello produttivo agricolo da seguire per altri prodotti. La disponibilità di piante selezionate e di tecniche di coltivazione adeguate ha consentito la sviluppo di un nuovo settore produttivo, che si è poi organizzato per la distribuzione capillare delle fragole.
Non si tratta quindi di riuscire a produrre, ma anche di organizzare una filiera coordinata da professionisti in grado di valorizzare il lavoro degli addetti, portando benessere e prosperità in zone che magari erano scarsamente produttive.
Le filiere italiane
In Italia esistono altre filiere che valorizzano le risorse ambientali locali. Basti pensare ai tanti prodotti agricoli a Denominazione di Origine Controllata (DOP), che basano il loro successo su una filiera corta locale e la capacità di informare correttamente il consumatore su come avvengono le loro produzioni. Nel caso delle fragole sarebbe necessario un ulteriore sforzo per spiegare la loro origine Made in Italy e la loro sicurezza.