La flora batterica intestinale costituisce una imponente biomassa, che in peso è di qualche kg, ma per mantenerla sana abbiamo bisogno di probiotici.
Nutrire l’intestino: probiotici e prebiotici
Per dare un’idea di quanti microrganismi sono presenti nel nostro organismo basta considerare che nelle nostre feci essi rappresentano circa il 20%. Per mantenere inalterata la biomassa è necessario un continuo ricambio alimentato da microrganismi, chiamati probiotici, che si accrescono e riproducono a ritmi vertiginosi, alimentandosi prevalentemente di prodotti presenti nei nostri alimenti e che sono scarsamente assorbiti.
Questi prodotti prendono il nome di prebiotici, e sono dei composti organici come alcuni zuccheri (inulina, sorbitolo), amidi complessi, cellulosa, pectine, beta-glucani, che troviamo sotto forma di fibra, nella frutta, nella verdura, nei cereali e nei legumi integrali.
Quando i prebiotici arrivano nell’intestino sono aggrediti dai microrganismi probiotici, che li utilizzano per riprodursi e nello stesso tempo dare origine a dei metaboliti, che sono assorbiti attraverso la barriera intestinale e portano molti benefici alla nostra salute.
In condizioni particolari la popolazione batterica può subire drastiche riduzioni o modifiche nella composizione. Riduzioni importanti si possono avere a seguito del trattamento per via orale con antibiotici o quanto i batteri patogeni (come a esempio alcune Salmonelle) prendono il sopravvento e possono provocare delle malattie enteriche.
Proprietà poco note delle olive
Non tutti sanno che oltre allo yogurt e altri derivati del latte fermentati, ci sono alimenti di origine vegetali ricchi di probiotici quali i cavoli (crauti) e i cetrioli fermentati, il miso (soia fermentata) e le olive da tavola.
Gran parte delle olive da tavola si ottengono a seguito di trattamenti in salamoia per eliminare la sostanza amara oloeuropeina. Durante il trattamento si ha una fermentazione lattica, sostenuta prevalentemente da Lactobacillus plantarum e Lactobacillum pentosus, di cui è nota l’attività probiotica. Ne consegue la creazione di un ambiente acido, che consente la conservazione e la protezione da microrganismi patogeni.
Un aspetto di fondamentale importanza è la contemporanea presenza nelle olive dei prebiotici, rappresentati soprattutto dai polifenoli, e della fibra grezza. Ciò consente di mantenere l’integrità e la stabilità della popolazione batterica lungo il tratto gastroenterico. Si ritiene che una porzione di 10 olive possa apportare fino a un miliardo di cellule, che essendo ancorate ai prebiotici, riescono a superare la barriera acida dello stomaco.
Olive da tavola o yogurt?
Entrambi gli alimenti si ottengono grazie a processi fermentativi che utilizzano batteri lattici in grado di creare una ambiente acido, che li protegge e nello stesso tempo conferisce ottime caratteristiche organolettiche.
Nello yogurt proveniente da latte non delattosato è presente del lattosio che non è tollerato da diverse persone ed è anche presente del colesterolo. Lo yogurt è un alimento in cui i nutrienti sono presenti in modo bilanciato.
Nelle olive il lattosio e il colesterolo sono assenti. Sono invece presenti importanti prebiotici. Un aspetto negativo delle olive è la presenza di sodio, che le rende poco adatte per diverse persone. Deve essere infine considerato che le persone vegane e vegetariane possono trovare nelle olive una ottima fonte di probiotici e prebiotici.
Tra olive da tavola e yogurt, non si può dire quale sia la migliore fonte di probiotici. Si può però dire che abbiamo a disposizione degli ottimi alimenti complementari tra loro, che se correttamente utilizzati possono contribuire a mantenere ottime condizioni di salute.