Il nostro Paese si trova al centro del Mediterraneo e nel suo interno ci sono molti bacini idrici di acqua dolce. È quindi lecito pensare ad una ampia disponibilità di prodotti ittici (pesci, molluschi, crostacei) pescati dalle nostre acque e destinate alla nostra alimentazione. Tra l’altro i prodotti ittici sono inseriti nella dieta mediterranea e considerati tra i più salubri alimenti di origine animale.
Purtroppo, la situazione è molto diversa da quella che molti immaginano.
Quanto pesce produciamo?
I dati riferiti al 2024 dimostrano che il nostro Paese produce annualmente circa 225.000 tonnellate di prodotti ittici di cui 100.000 derivano dall’acquacoltura e 125.000 dalla pesca tradizionale.
Le importazioni ammontano invece a circa 1.100.000 tonnellate. In pratica quindi circa l’80% del pesce che consumiamo è di importazione.
Un aspetto interessante è che, nonostante questa forte dipendenza dalle importazioni, riusciamo ad esportare circa 140.000 tonnellate annue di prodotti ittici prevalentemente trasformati.
Cosa importiamo?
Il salmone ed il tonno a pinna gialla sono i pesci maggiormente importati. Il salmone vive nelle acque fredde dei Paesi nordici, dove viene allevato anche in modo intensivo. Il suo costo è relativamente contenuto e ciò facilita la sua importazione.
Il tonno a pinna gialla proviene in gran parte dall’Oceano Indiano ed è importato prevalentemente per essere trasformato ed inscatolato.
Nei nostri mari c’era in abbondanza il pregiato tonno rosso e sulle nostre coste erano presenti molte tonnare, dove confluiva il tonno catturato per essere trasformato in vari prodotti tipici della nostra tradizione. Purtroppo, della presenza del tonno nei nostri mari se ne sono accorti tempo fa i giapponesi, che hanno inviato i loro supertecnologici pescherecci e, con massicce campagne di pesca, nel giro di pochi anni hanno portato alla quasi estinzione del nostro pregiato tonno. Per porre rimedio a questa situazione è stato necessario imporre forti limitazioni alla pesca che però hanno danneggiato i nostri pescatori e, di fatto, portato alla chiusura e all’abbandono delle tonnare.
I pesci pregiati (orate, spigole, ricciole, ecc.) sono andati diradandosi, sia per l’intensa attività di pesca nel passato che per la mancanza di una efficace politica di regolamentazione della pesca, che non ha reso possibile rimpiazzare i pesci pescati.
Sono ancora disponibili pesci di minor pregio, come il pesce azzurro (alici, sgombri, sarde), che i pescatori catturano con riluttanza perché hanno un modesto valore di mercato. Inoltre, circa il 15% del pescato risulta ributtato in mare perché non si riesce a vendere.
Vongole e granchio blu
Altro settore interessante è quello dell’acquacoltura, che però ha una produttività insufficiente a coprire i fabbisogni nazionali. A tale proposito è bene citare l’allevamento delle vongole veraci, che attraversa un periodo di crisi a causa della presenza del granchio blu, un animale alieno che si nutre di molluschi come le vongole e di fatto compromette la produttività degli allevamenti. Per ridurre i disagi degli allevatori lo Stato, tramite le Regioni interessate, è intervenuto fornendo dei sussidi. Il fatto apparentemente curioso e che negli USA, da dove il granchio blu è arrivato, si sta assistendo a un declino della sua presenza a causa dell’intensa attività di pesca.
In Tunisia, dove si sono verificati gli stessi problemi dell’Italia, il granchio blu è divenuto una interessante risorsa alimentare tanto che, oltre al consumo diretto, hanno trovato il modo di trasformarlo.
È importante essere informati
I prodotti ittici sono degli ottimi alimenti, che dovrebbero essere consumati con regolarità. Dobbiamo renderci conto che i pesci di maggior pregio sono in gran parte di importazione ed hanno lo stesso valore nutrizionale di quelli a buon mercato come il pesce azzurro o i pesci di allevamento.
Nelle rivendite i consumatori devono essere informati dell’origine dei prodotti ittici per cui abbiamo la possibilità di scelta. Ove possibile, cerchiamo di acquistare quelli dei nostri allevamenti e dei nostri mari, privilegiando anche il pesce azzurro, che è veramente ottimo anche se richiede un po’ più di lavoro nella preparazione.
