E-commerce: se il disservizio è nella spedizione

Ritardi nella consegnapacchi dispersicall center inutili: sono alcune delle lamentele più frequenti che arrivano agli sportelli dell’Unione Nazionale Consumatori in merito a spedizioni e consegne di prodotti acquistati online. Se da una parte infatti aumentano i consumatori che acquistano sul web con crescente soddisfazione e consapevolezza, dall’altra registriamo un livello sempre più basso nei servizi di consegna.

I DISSERVIZI PIU’ FREQUENTI

C’è chi, come Pietro dalla provincia di Bergamo racconta di aver atteso per giorni un pacco che gli era stato recapitato all’hub di Milano. Nel frattempo, però, non solo non ha ricevuto informazioni dal call center sui tempi di consegna, ma gli è stato anche detto che non avrebbe ricevuto alcun rimborso nonostante il suo reclamo inviato per iscritto.

Qualche mese prima il signor Placido dalla provincia di Mantova, aveva constatato la lentezza dei postini nei giorni in cui tutta l’Italia va in ferie: “ad ogni agosto è la stessa storia, servizio pubblico pessimo e scadente!”. Sconsolato il signor Peppino, della provincia di Asti: dopo aver contatto più volte inutilmente il call center del venditore, si è arreso chiedendo il recesso dell’acquisto effettuato.

Senza contare chi ha assicurato il pacco pagando un’extra per la consegna veloce o in una determinata fascia oraria, per poi veder traditi gli impegni. “Vi sembra normale -ci chiede Giada sulla nostra pagina Facebook @Unconsumatori– che io richieda la consegna soltanto nel pomeriggio perché prima non c’è nessuno a casa e puntualmente il fattorino mi chiami la mattina per dirmi che è fuori dalla mia abitazione e non gli risponde nessuno?”. E ancora: un altro reclamo “È giusto che l’addetto alle consegne si rifiuti di portare il pacco al quarto piano perché l’ascensore non funziona dicendo che è responsabile fino al piano terra?”.

Insomma, di casi se ne vedono di tutti i tipi e non è facile trovare il bandolo della matassa tra rimpalli di responsabilità e lungaggini burocratiche che alla fine restano sempre sulle spalle del consumatore.

E voi avete mai avuto problemi con la spedizione o la consegna di prodotti acquistati online? Lasciate la vostra testimonianza sulla nostra pagina Facebook (@UNConsumatori) e Twitter (@consumatori) utilizzando l’hashtag #paccorotto, raccontando che tipo di problema avete riscontrato.

E se avete bisogno di assistenza non esitate a contattarci attraverso lo sportello sulla nostra home page.

Ecco intanto alcuni consigli su come presentare un reclamo in caso di disservizi.

#PACCOROTTO COSA FARE

In caso di disservizi nella consegna a seguito di un acquisto online, la prima cosa da fare è presentare un reclamo scritto al venditore. Se la risposta non arriva o è insoddisfacente, potete rivolgervi al nostro SPORTELLO E-COMMERCE e chiedere aiuto ai nostri esperti!

Autore: Simona Volpe
Data: 5 giugno 2018

 

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lorenzo de carolis

salve

dopo un acquisto on line ho ricevuto la consegna di un bene molto in ritardo rispetto al termine concordato nello specifico un vestito destinato ad un importante evento. Il ritardo ha reso inutile l acquisto e ha comportato un danno a mio carico consistente nell acquisto all ultimo minuto di un altro capo idoneo all occorrenza
Domanda: posso chiedere oltre al risarcimento danni anche la restituzione del prezzo pagato dietro la restituzione del bene non vendo io piu alcun interesse a trattenere il capo?
grazie

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Alberto Capece

A dire la verità io che compro spessissimo e cose di ogni genere online ho avuto pochissimi contrattempi, al massimo uno o due giorni di ritardo. Il problema purtroppo sorge con qualche vettore che utilizza pessimi terzisti locali o con le Poste Italiane divenute ormai una banca e un centro esattoriale, più che un sistema postale. Se qualcuno vi manda un pacco raccomandato e il postino per caso non vi trova ( o magari fa finta di non trovarvi) , non c’è alcun tentativo di riconsegna, ma viene messo in buca l’avviso e uno deve recarsi all’ufficio postale. Mi è capitato una volta e quella volta guarda caso il pacco era scomparso. Il consumatore dovrebbe difendersi pretendendo che sia segnato il vettore a cui la spedizione viene affidata e desistendo dall’acquisto qualora incappi in un trasportatore poco affidabile.

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