Dispositivi anti-abbandono: cosa prevede la nuova legge

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Il 28 gennaio il ministro dei Trasporti Paola De Micheli ha firmato il decreto per l’assegnazione del contributo o del rimborso per l’acquisto dei dispositivi anti-abbandono. Si potrà ottenere il bonus registrandosi, a partire del 20 febbraio, sulla piattaforma informatica Sogei accessibile su www.sogei.it o su www.mit.gov.it. Verrà rilasciato un buono spesa elettronico del valore di 30 euro valido per l’acquisto del dispositivo. Al rimborso avrà diritto anche chi ha già fatto l’acquisto. Basterà fare la richiesta entro sessanta giorni dal 20 febbraio e allegare una copia del giustificativo di spesa.

Cosa prevede la legge

Dal 7 novembre è entrato in vigore l’obbligo di installazione a bordo dei veicoli di dispositivi anti-abbandono per i bambini al di sotto dei 4 anni, in base al regolamento di attuazione dell’art. 172 del nuovo Codice della Strada. Lo ha comunicato il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT), specificando che per agevolare l’acquisto dei dispositivi nel Decreto Fiscale è stato istituito un fondo e il riconoscimento di un contributo economico di 30 euro per ciascun dispositivo acquistato. Il provvedimento ha colto alla sprovvista milioni di italiani, che si sono ritrovati a dover fare i conti con questo obbligo senza aver ricevuto per tempo le necessarie delucidazioni su dove ed entro quando acquistare questi dispositivi e su quali prodotti, tra i tanti in vendita, sono omologati e dunque a prova di controlli e di eventuali multe. Per fare chiarezza di fronte a tanta incertezza sul tema, il MIT ha pubblicato sul proprio sito internet le risposte a una serie faq sull’argomento.

Omologazione e funzionamento

Per ciò che concerne i negozi in cui si possono acquistare questi dispositivi, viene specificato che possono essere reperiti on line e nei negozi specializzati in articoli per l’infanzia. Riguardo la loro omologazione, il MIT dichiara che “non necessitano di omologazione ma devono essere accompagnati da un certificato di conformità rilasciato dal produttore. In merito al funzionamento, il Ministero chiarisce che i dispositivi devono attivarsi automaticamente a ogni utilizzo senza bisogno che il conducente compia ulteriori azioni e dare un segnale di conferma di avvenuta attivazione. In caso di abbandono del piccolo a bordo dell’auto, dovranno invece attivarsi con segnali visivi e acustici o visivi e di vibrazione, percepibili o all’interno o all’esterno del veicolo. Sia i seggiolini che i dispositivi anti-abbandono potranno essere collegati allo smartphone del genitore con una app o tramite Bluetooth per inviare notifiche.

Le sanzioni previste

Altra questione di cui si è molto parlato negli ultimi giorni rimanda alle sanzioni a cui va incontro chi non rispetta l’obbligo. Il MIT risponde in proposito che le multe possono andare da un minimo di 83 a un massimo di 333 euro – che si riducono a 58 e 10 se si paga entro cinque giorni – con la sottrazione di 5 punti dalla patente. Se però si commettono due infrazioni in due anni scatta la sospensione della patente da 15 giorni a due mesi. Le multe sono scattate formalmente dal 7 novembre, anche se il governo sta lavorando per posticipare le sanzioni al 6 marzo del 2020.

Incentivi

Infine, per ciò che concerne la possibilità di beneficiare di un incentivo per l’acquisto, il MIT comunica che nei prossimi giorni verrà pubblicato un decreto con le modalità richieste per la sua erogazione. Tale contributo sarà erogato direttamente alle famiglie dopo l’esibizione della ricevuta di pagamento, fino ad esaurimento delle risorse stanziate. Motivo per cui, conclude il MIT, è consigliabile tenere lo scontrino che certifica la spesa.

Bambini lasciati soli in auto, cosa prevede la legge

Purtroppo anche in Italia sono frequenti casi di bambini lasciati soli in auto dai propri genitori che si concludono in tragedie. Queste situazioni sono dovute soprattutto allo stress, ai ritmi forsennati e alle routine consolidate della vita quotidiana. Stati psicho-fisici che durante la giornata portano i genitori a compiere una serie di azioni in “automatico”, compreso il gesto di slacciare il seggiolone su cui è seduto il proprio figlio e farlo scendere dalla macchina. Non sempre, però, questi automatismi funzionano. L’abbandono di un bambino in auto è normato dall’articolo 591 del Codice penale. L’articolo stabilisce che il responsabile commette un reato punibile con la reclusione che va da sei mesi a cinque anni. Se in seguito all’abbandono il piccolo subisce una lesione personale, la reclusione va da uno a sei anni. Nel caso di morte accertata per abbandono di minore, gli anni di reclusione passano da tre a un massimo di otto.

Seggiolini salva bebé: come funzionano

In linea di massima i seggiolini antiabbandono hanno tutti un funzionamento simile. All’interno del seggiolino viene installato un dispositivo che tramite bluetooth si collega allo smartphone grazie a un’app. Dunque, quando si sale in auto telefono e seggiolino si collegano automaticamente. In questo modo appositi sensori di pressione riescono a rilevare se il seggiolino è occupato oppure no. Se i sensori percepiscono che il bambino è rimasto a bordo del veicolo scattano due allarmi: il primo parte quando lo smartphone si allontana di qualche metro dall’auto e al telefono arriva una apposita notifica. Se a questo allarme non segue nessuna reazione da parte del genitore, l’app fa partire una serie di sms ai numeri di emergenza che erano stati preimpostati. In certi casi, grazie al collegamento gps, è anche indicata l’ubicazione della macchina.

Ci sono in commercio molti altri dispositivi antiabbandono. C’è un’app, ad esempio, che fa abbassare i finestrini quando scatta l’allarme in caso di abbandono. Un altro dispositivo tramite un allarme sonoro avvisa il conducente se allo spegnimento dell’auto il bambino è ancora in macchina. Il costo di questi apparati va dai 150 ai 350 euro. Una volta entrata in vigore la nuova legge, come detto sarà chiaro quale di questi dispositivi è ritenuto idoneo e quale invece no. 

Consigli utili da seguire

Negli Stati Uniti, Paese in cui muoiono in media circa 37 bambini ogni anno perché sono stati abbandonati in auto dai loro genitori, l’associazione KidsAndCars.org ha lanciato una guida che si chiama “Look before you lock”, il cui significato è “Guarda prima di chiudere”. Le regole indicate a prima vista potrebbero sembrare banali per ogni genitore. In realtà leggerle e fissarle il più possibile nella mente è una cosa utile da fare. La speranza è che non accada mai a nessuno, ma avere un vuoto totale di concentrazione durante una normale giornata potrebbe capitare a chiunque e a pagarne le conseguenze, purtroppo, potrebbero esserne anche i più piccoli. Tra i consigli contenuti in questa guida, ve ne se sono in particolare tre che non vanno assolutamente dimenticati quando si viaggia in auto con dei bambini: una volta entrati in macchina poggiate sul sedile posteriore qualcosa di cui avete bisogno (ad esempio il cellulare), in questo modo sarete “costretti” ad aprire lo sportello posteriore una volta che avete parcheggiato o a tornare in macchina per prenderlo se lo avete dimenticato; chiedete al personale della scuola dell’infanzia frequentata da vostro figlio di chiamare se il bambino non è arrivato come previsto; mettete un gioco di vostro figlio sul sedile del passeggero anteriore, è un modo anche questo per non farvi dimenticare che in auto non siete da soli.

Autore: Rocco Bellantone
Data: 11 novembre 2019
Aggiornamento: 4 febbraio 2020

 

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Elena

È impensabile che si debba arrivare a montare sei dispositivi. Dal 1998 al 2018 solo 8 casi (20 anni). Invece di aiutare/supportare le famiglie ad avere ritmi meno frenetici tra lavoro/famiglia/casa, si preferisce un sistema, da far acquistare ovviamente, per evitare che ci siano in futuro altro casi analoghi. Ma se il cellulare si spegne? Ma se il Bluetooth non funziona? Ma se non c’è connessione? Ma se il dispositivo per qualsiasi problema non funziona? Ma se si dimentica il cellulare in auto? Beh, tutto ruota intorno a questo cellulare. La nostra vita e quella dei nostri figli dipende dal cellulare. Invece di preferire il supporto alle famiglie, di alleggerire le giornate caotiche, stanno rendendo l’essere umano sempre più dipendente da ciò che rende innaturale qualsiasi gesto.

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Mario Carlo Biancardi

Buonasera,
ho inviato questa mail all’azienda Chicco

ho visionato attentamente il filmato che spiega il funzionamento di Bebècare easy-tech.

Dopo aver scaricato app e connesso lo stesso alla smartphone e creato account famiglia, si procede al posizionamento del bambino sul seggiolino si allacciano le cinture

e si procede al posizionamento dell’accessorio e alla chiusura dello stesso per attivarlo.

Vorrei fare una considerazione: ma se mi dimentico di attivare l’accessorio premendolo il sistema non attiva?

Leggendo le direttive del ministero:

Cito:

Il Ministero chiarisce che i dispositivi devono attivarsi automaticamente a ogni utilizzo senza bisogno che il conducente compia ulteriori azioni e dare un segnale di conferma di avvenuta attivazione.

Mio nipote ha 3 anni e mezzo e come tutti i bimbi è molto curioso e sono convinto che se applico l’accessorio allo spallaccio della cintura la prima cosa che farebbe è toglierlo giocarci e probabilmente spegnerlo.

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Stefano Garofolo

La multa scatta anche se il.seggiolino, pur montato in auto, non viene usato ?

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giovanna Balzarini

Trovo sia fantastico che finalmente sia stata approvata la legge x i seggiolini ora mi aspetto una legge immediata che obblighi l’uso di telecamere in asili nido scuole dell’infanzia e case di riposo e pene severissime ( non sicuramente arresti domiciliari)

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Fernanda

Ciò che non mi è chiaro è se la norma è già vigente o quando sarà effettiva. Grazie

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