Il conto corrente di base e il reddito di cittadinanza

Il conto corrente di base è oggi uno dei maggiori strumenti per favorire l’educazione e l’inclusione finanziaria presenti sul mercato. Si tratta di una particolare tipologia di conto corrente introdotta nel nostro ordinamento dal giugno 2012, ma che a seguito della piena attuazione della direttiva europea 2014/92 (c.d. direttiva PAD – Payment Accounts Directive), avutasi con il decreto legislativo 15 marzo 2017, n. 37, ha ricevuto nuova e più importante regolamentazione. Il nuovo conto europeo di base è gratuito per particolari categorie di soggetti, e questo è il grande vantaggio rispetto a tutti gli altri conti correnti offerti dal sistema creditizio. Infatti, i cittadini con ISEE non superiore agli 11.600 euro e i pensionati con ISEE lordo non superiore ai 18.000 euro hanno diritto a vedersi riconosciuto il conto a “canone 0” (non si paga neanche l’imposta di bollo, come pure si riceve gratuitamente l’informativa periodica su base trimestrale).

Il conto di base, lo si intuisce dal nome stesso, prevede una serie (per tipologia e numero) di operazioni incluse che il soggetto può compiere durante tutto l’anno. Vi è una differenza quanto a numero di operazioni effettuabili tra il conto di base per i cittadini e quello dedicato ai pensionati. Ad esempio, nel conto di base per i pensionati sono considerati 12 prelievi gratuiti allo sportello, a fronte dei 6 per quello dedicato ai cittadini; viceversa per questi ultimi col loro conto sono inclusi 12 pagamenti ricorrenti tramite bonifico SEPA (compreso l’accredito dello stipendio), a differenza del conto base per i pensionati che ne prevede solamente 6.

Che cosa potrebbe fare il legislatore

A ben vedere, le differenze tra le due tipologie di conto sono minime e ben farebbe il legislatore italiano ad intervenire in modo da renderli del tutto uniformi. Il costo per il sistema bancario sarebbe del tutto trascurabile e ovviamente bilanciato dalla ratio stessa del conto: nel momento in cui si opta per una misura di inclusione sociale e di innalzamento del livello di alfabetizzazione finanziaria 6 o 12 operazioni non modificano il quadro. C’è da rilevare come tutte le banche accanto al conto gratuito di base stiano iniziando a prevedere, per tutti i soggetti che non rientrano nei parametri reddituali fissati dal legislatore, conti correnti di base modellati su quello di derivazione europea a canone agevolato (20/30 euro l’anno con, sostanzialmente, le stesse caratteristiche del conto di base comunitario).

Conto di base e reddito di cittadinanza

Guardando alla situazione attuale, e al contesto in cui il conto di base si trova ad operare, non si può non evidenziare che se effettivamente la misura del reddito di cittadinanza vuole essere uno strumento per “far crescere”, allora sarebbe opportuno, per aumentare il grado di alfabetizzazione finanziaria delle fasce più deboli della popolazione, che il reddito di cittadinanza venisse erogato/appoggiato su un conto corrente di base. La crescita di un Paese passa (e passerà sempre di più) per un aumento del grado di inclusione finanziaria e di alfabetizzazione economica, e il conto corrente di base è uno strumento che va proprio in questa direzione.

Autore: Stefano Cherti (Professore di Diritto Privato_Università degli Studi di Cassino)
Data: 24 ottobre 2018

 

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