ACQUISTI: sanzioni a chi non accetta Pos?

Sanzioni a chi rifiuta i pagamenti elettronici? Non ci crediamo finché non lo vediamo! Troppe volte siamo rimasti delusi 

Roma, 14 dicembre 2021 – “Non ci crediamo finché non lo vediamo!” è il commento di Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, all’approvazione dell’emendamento al dl Recovery che prevede sanzioni per chi, commerciante o prestatore di servizio, non accetterà i pagamenti elettronici.

“Non basterà neanche la pubblicazione in Gazzetta per soddisfarci, visto che poi serviranno i decreti attuativi per applicare concretamente la norma. Canteremo vittoria solo quando vedremo comminare la prima multa. Allora e solo allora festeggeremo!” prosegue Dona.

“Troppe volte, infatti, siamo rimasti delusi. Abbiamo cominciato a rallegrarci nel 2012, visto che l’obbligo del Pos è stato previsto allora dal Governo Monti con il cosiddetto decreto crescita 2.0 (decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179) e doveva entrare in vigore il 1° gennaio 2014. Poi è stata la volta del Governo Renzi che con la legge di stabilità 2016 (Legge  28 dicembre 2015, n. 208) aveva introdotto una sanzione, che però doveva essere fissata con decreti che non hanno mai visto la luce. Poi se ne è riparlato con il Governo Conte II, nel dl fisco, ossia il decreto collegato alla manovra 2020 (decreto-legge 26 ottobre 2019, n. 124), che introduceva esattamente le sanzioni previste ora, ossia 30 euro + il 4% del valore della transazione per la quale è stata rifiutata l’accettazione del pagamento. Ma poi scoppiarono le polemiche e in fase di conversione del decreto le sanzioni magicamente sparirono. Anche ora l’art. 15 del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179 già prevede, in teoria, uno o più decreti del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, sentita la Banca d’Italia, per disciplinare “le modalità, i termini e l’importo delle sanzioni amministrative pecuniarie” per le violazioni dei soggetti che effettuano l’attività di vendita di prodotti e di prestazione di servizi, anche professionali, e che sono tenuti ad accettare pagamenti attraverso carte di debito e carte di credito. Ebbene, che fine hanno fatto questi decreti?” si domanda Dona.

 

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