Si parla ormai da qualche settimana dell’accordo commerciale tra Unione Europea e Mercosur, cioè il Mercado Común del Sur, organizzazione internazionale composta da Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay.
A gennaio 2026 l’Unione europea ha dato il via libera alla firma dell’intesa, ma l’accordo deve ancora completare i passaggi di approvazione e ratifica previsti.
Cos’è l’accordo Ue-Mercosur?
L’obiettivo dichiarato è ridurre dazi e ostacoli al commercio su gran parte delle merci per far crescere le esportazioni europee in America Latina. L’accordo, infatti, prevede anche l’accesso per le imprese UE alle gare pubbliche nei Paesi Mercosur.
Il dibattito, però, si concentra soprattutto su una paura: l’arrivo di prodotti più economici dal Sudamerica farà concorrenza sleale alle imprese italiane?
Il Made in Italy è in pericolo?
Un accordo commerciale di questo tipo, naturalmente, non abbassa solo i costi per le aziende europee sulle esportazioni oltreoceano, ma anche il contrario. Dazi più bassi sui prodotti che arrivano da Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay significa che arriveranno da noi più merci e una maggiore offerta di prodotti può incidere sui prezzi, in particolare di carne e materie prime. L’UE, però, può intervenire se le importazioni creano o minacciano danni ai produttori europei.
Le rassicurazioni dell’Europa
Le preoccupazioni sul Made in Italy nascono soprattutto dal timore degli agricoltori che arrivino merci più economiche in alcuni comparti e prodotti con standard di sicurezza più bassi di quelli europei.
Qui l’Europa rassicura: per i prodotti sensibili l’UE prevede quote graduali e non un’apertura senza regole: si può importare a condizioni agevolate solo entro certi volumi, oltre i quali tornano dazi più alti.
Due esempi:
• Manzo, quota totale 99.000 tonnellate con dazi al 7,5%
• Pollame, quota 180.000 tonnellate a dazio zero, graduale in 5 anni
Per quanto riguarda la sicurezza dei prodotti che arriveranno dal Sudamerica, la regola è semplice e senza alcuna deroga: qualsiasi alimento venduto nell’UE deve rispettare gli standard europei di sicurezza sanitaria e fitosanitaria. L’accordo non cambia queste regole.
La difesa dei prodotti italiani
L’accordo prevede anche la tutela dei prodotti autentici, con il divieto di imitazione di oltre 340 prodotti alimentari tradizionali dell’UE riconosciuti come indicazioni geografiche, di cui 57 italiane. Tra queste:
- Aceto Balsamico di Modena
- Formaggi come Asiago, Fontina, Gorgonzola, Grana Padano, Mozzarella di Bufala Campana, Parmigiano Reggiano, Pecorino Romano e Taleggio
- Salumi come Bresaola della Valtellina, Mortadella di Bologna, Prosciutto di Parma, Prosciutto di San Daniele e Pancetta Piacentina
- Pasta di Gragnano
- Vini come Barbera d’Asti, Bardolino, Barolo, Brachetto, Brunello di Montalcino, Chianti Prosecco, Fiano di Avellino, Franciacorta, Greco di Tufo, Lambrusco, Marsala, Montepulciano d’Abruzzo, Valpolicella, Vernaccia di San Gimignano, Nobile di Montepulciano e Grappa
- Cantuccini Toscani
- Mela dell’Alto Adige
- Pomodoro S. Marzano dell’Agro Sarnese-Nocerino
Cosa guardare quando si fa la spesa
- Cercare i marchi DOP/IGP/IG e leggere bene l’etichetta: “prodotto in…” non è la stessa cosa di “confezionato in…”
- Per le categorie con origine obbligatoria (es. carne fresca, olio d’oliva, miele) controllare il Paese indicato
- Diffidare dell’“Italian style”, bandiere tricolori e nomi furbi, se manca una denominazione certificata
- Acquistare da venditori affidabili
Articolo realizzato nell’ambito del progetto “CARE – Conosci, Scegli, Proteggi” finanziato dal MIMIT. D.D. 12 maggio 2025




