Punture di insetti: cosa fare?

Redazione UNC
2 Settembre 2019
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Le punture di insetti sono una delle insidie più serie della stagione estiva: che lo facciano per nutrirsi del sangue umano o per difendere se stessi e il loro nido, sono molti gli insetti che attaccano l’uomo, pungendolo. Le conseguenze delle punture possono variare in funzione delle condizioni fisiologiche e di salute di chi è punto nonché dell’insetto insetto e della sua “salute”. Nella stragrande maggioranza dei casi la puntura degli insetti è un “fastidio” e le conseguenze sono molto modeste. Qualche problema si può avere quando ad essere colpite sono le mucose “delicate” (occhi, labbra e in generale il viso, lingua e gola) oppure se ad essere punto è un bambino molto piccolo.

Sintomi e conseguenze delle punture di insetti

La puntura di un insetto determina nella zona colpita il rilascio di istamina, un importante mediatore chimico implicato nei fenomeni allergici ed infiammatori che provoca dilatazione dei vasi sanguigni ed arrossamento della parte lesa, cui consegue accumulo di liquido e formazione del tipico edema da puntura, meglio conosciuto come “pomfo da puntura d’insetto”. I sintomi che si manifestano sono diversi a seconda del tipo di insetto: zanzare, morsi di pulci e cimici, api, vespe e calabroni. Le conseguenze sono dolori pungenti bruciori e pruriti più o meno intensi anche e sono generalmente transitorie. Per le persone allergiche alle punture di specifici insetti, le conseguenze possono essere molto gravi. In questi casi si possono manifestare degli “shock” anafilattici anche di estrema gravità. Purtroppo gli insetti possono essere anche vettori di malattie infettive. Tutti sanno del pericolo della diffusione della malaria attraverso le zanzare, ma esistono altri pericoli  come la Leishmaniosi, la Chikungunya, la West Nile disease e altre malattie ancora che possono essere trasmesse da insetti che hanno punto e succhiato il sangue precedentemente da animali ammalati.

Cosa fare se si viene punti?

Dopo una puntura di vespa, ape o calabrone, per prima cosa è necessario estrarre il pungiglione, con un paio di pinzette sterilizzate e poi disinfettare la parte. Un impacco freddo con ghiaccio o l’applicazione di ammoniaca sulla puntura riducono il prurito e rallentano l’effetto e l’assorbimento del veleno. L’utilizzo di creme a base di antistaminici (ad es. prometazina, difenidramina, desclorfeniramina, isotipendile) o, meglio, di corticosteroidi topici (ad es. idrocortisone), rappresenta il trattamento sintomatico locale di sicura efficacia contro le irritazioni cutanee localizzate e i pruriti causati da punture di insetti. Se ad essere punta è una persona allergica, oltre a quanto già indicato, è necessario un urgente intervento medico che valuterà la gravità dei sintomi e interverrà con i farmaci appropriati.  In caso di difficoltà di trovare un medico, è urgente chiamare il 118 e chiedere quale intervento si può fare. Purtroppo, anche se raramente, questi eventi si verificano ed è assolutamente importante essere preparati ad affrontarli anche perché è in gioco la vita delle persone.

Le malattie trasmesse dagli insetti “vettori”

Per prevenire la diffusione delle malattie tramesse da insetti “vettori” e sopra citate è importante curare la salute degli animali. Per quelli di allevamento ci sono costanti interventi veterinari. Dobbiamo però fare attenzione anche ai nostri animali da compagnia cui dobbiamo fare dei trattamenti preventivi con antiparassitari e dobbiamo anche ricorrere periodicamente a una visita medico veterinaria che verifichi lo stato di salute dei nostri amici a quattro zampe.

Autore: Agostino Macrì Data: 2 settembre 2019 Aggiornamento: 2 maggio 2022
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