Quali sono le truffe più frequenti che, nelle ultime settimane, i consumatori denunciano agli sportelli di Unione Nazionale Consumatori?
Eccone tre molto frequenti, più una che oltre ad essere rischiosa è anche fastidiosa e vi spieghiamo il perché.
1. Le truffe dei call center: aggressive e sempre più sofisticate
Al primo posto non possono che esserci le truffe dei call center: nonostante il filtro antispoofing entrato in vigore lo scorso novembre, i consumatori continuano a essere bersagliati dalle chiamate di call center molesti, se non addirittura illegali.
In alcuni casi si tratta di operatori del telemarketing molto aggressivi che ci propongono di cambiare operatore e, approfittando della fretta e della distrazione, ci fanno accettare contratti non desiderati e per niente convenienti.
Poi ci sono i casi in cui l’operatore si spaccia per qualcun altro: il vostro operatore attuale, un’associazione dei consumatori (è successo anche a noi di UNC) o addirittura un conoscente che chiama per conto di un vostro parente in difficoltà. Diffidate e ricordate che ormai con l’intelligenza artificiale è possibile clonare la voce di chiunque, anche di vostro figlio!
Come difendersi:
- Evitate di cambiare fornitore rispondendo a una proposta telefonica o porta a porta, anche se ve la dipingono come la migliore del mondo.
- Se vi chiamano per farvi un contratto di luce e gas, riattaccate. Anche rispondere educatamente alle domande dell’operatore può essere rischioso: a volte basta un “sì” per ritrovarsi con un contratto non richiesto.
- Mai dare i vostri dati al telefono. Mai fornire il codice fiscale, i dati bancari, oppure il POD (Point of Delivery) della luce o il PDR (Punto di Riconsegna) del gas che trovate nella prima pagina della bolletta. Questi codici identificano univocamente il punto fisico in cui l’energia viene consegnata e non cambiano anche se cambiate fornitore.
2. La truffa “Truman Show”: quando l’IA crea una realtà falsa
Veniamo alla seconda truffa gettonatissima nelle ultime settimane: le frodi con l’intelligenza artificiale, utilizzata per replicare voci, ma anche per creare persone virtuali. La nuova frontiera è la così detta truffa “Truman Show”.
Tutto inizia con un messaggio WhatsApp o una pubblicità sui social da parte di una presunta istituzione finanziaria che promette rendimenti elevati. La vittima viene spostata in gruppi privati su WhatsApp o Telegram apparentemente animati da una vera comunità: persone che chiedono consigli, condividono guadagni, rispondono a domande. In realtà sono tutti chatbot gestiti dall’intelligenza artificiale.
Una volta conquistata la fiducia, viene proposto di scaricare un’app (disponibile su Google Play o App Store) per gestire gli investimenti. L’app mostra un portafoglio virtuale con guadagni simulati, ma quando la vittima versa denaro tramite bonifico (spesso su IBAN di persone inconsapevoli già hackerate) i soldi vengono immediatamente trasferiti attraverso più passaggi per renderli irrintracciabili. Anche i documenti d’identità forniti per l’iscrizione possono essere usati per futuri ricatti o nuove truffe.
3 consigli per difendersi:
- Diffidate delle promesse di facili guadagni. Qualsiasi pubblicità che promette rendimenti elevati con investimenti minimi è un campanello d’allarme.
- Verificate sempre le autorizzazioni. Sul sito della Consob potete consultare gli elenchi dei soggetti autorizzati e le segnalazioni di chi opera abusivamente. Non fidatevi solo delle certificazioni millantate dai truffatori.
- Mai documenti o denaro senza verifiche. Non inserite mai documenti di identità né versate denaro su piattaforme verificate.
3. QRcode manomessi: attenti a cosa scansionate
La terza truffa che conquista il podio delle più frequenti riguarda l’utilizzo dei QR code. Sempre più spesso ci viene richiesto di guardare un menù, leggere approfondimenti oppure pagare il conto o il parcheggio attraverso un QR code. In alcuni casi può rivelarsi una vera e propria truffa se il codice è stato sostituito e rimanda, ad esempio, a una piattaforma con i dati dei truffatori.
I truffatori applicano adesivi con QR code falsi sopra quelli originali (su parchimetri, locandine, menù dei ristoranti) per dirottare i pagamenti sui loro conti e rubare dati finanziari.
3 consigli per difendersi:
- Controllate sempre il QR code prima di scansionarlo. Verificate che non ci siano adesivi sovrapposti o segni di manomissione. Se il codice sembra applicato successivamente o si stacca facilmente, non scannerizzatelo.
- Evitate di pagare tramite QR code in contesti pubblici. Per i parchimetri, preferite i metodi di pagamento tradizionali o le app ufficiali del comune. Per i ristoranti, chiedete il conto direttamente al personale.
- Verificate sempre l’URL prima di inserire dati. Dopo aver scansionato il QR code, controllate attentamente l’indirizzo web a cui vi porta prima di inserire informazioni di pagamento o dati personali. Diffidate di URL sospetti o con errori di ortografia.
4 Le “ping call”: lo squillo che costa caro (e che è davvero maleducato)
C’è poi un’altra truffa che, oltre a essere pericolosa, genera nei consumatori ansia e frustrazione: si tratta delle ping call.
Le “ping call” (chiamate squillo) sono una truffa telefonica in cui ricevete una chiamata che squilla una o due volte e poi si interrompe automaticamente. Il numero è solitamente estero o con prefissi insoliti (paesi esotici, numerazioni speciali). L’obiettivo è spingervi a richiamare per curiosità o pensando si tratti di una chiamata urgente persa.
Quando richiamate, vi collegate a numeri a tariffazione speciale che costano cifre elevate al minuto. Dall’altra parte rispondono messaggi preregistrati che vi tengono in linea il più a lungo possibile per far lievitare i costi, oppure nessuno risponde ma intanto pagate.
Perché è una truffa particolarmente maleducata? Perché spesso sono gli stessi call center che chiamano ma non hanno un operatore disponibile, quindi mettono in attesa chi ha risposto al telefono, lasciandovi squillare a vuoto e facendovi perdere tempo (oltre che denaro se richiamate)!
3 consigli per difendersi:
- Non richiamate mai numeri sconosciuti dopo uno squillo. Se è davvero importante, chi vi cerca richiamerà o lascerà un messaggio.
- Bloccate i numeri sospetti. Utilizzate le funzioni di blocco del vostro smartphone per i numeri che mostrano prefissi internazionali insoliti o numerazioni a pagamento.
- Se siete cascati nella truffa segnalate alla Polizia Postale.
Articolo realizzato nell’ambito del progetto “CARE – Conosci, Scegli, Proteggi” finanziato dal MIMIT. D.D. 12 maggio 2025




