Durante le feste natalizie trionfa la tipica convivialità italiana, con pranzi e cenoni in cui si imbandiscono le tavole con i cibi della nostra tradizione. Dominano i dolci, in particolare quelli tradizionali.
Quali sono? Possiamo mangiarli senza troppe preoccupazioni?
I dolci di Natale fanno male?
I dolci, nelle persone in buone condizioni di salute, contribuiscono alla produzione o l’attivazione di diversi mediatori fisiologici come la dopamina, la serotonina, le endorfine, gli endocabbaninoidi, l’insulina. In pratica i dolci attivano i mediatori del piacere e della gratificazione, con effetti transitori positivi sull’umore. Tali effetti sono correlati anche alla quantità di dolci consumati. Bisogna però tenere conto anche degli affetti negativi degli eccessi, primo fra tutti l’accumulo di calorie per gli obesi o chi è in sovrappeso.
Evoluzione dei dolci italiani tradizionali
La tradizione dolciaria italiana affonda le sue radici nell’antichità, quando il miele era, in pratica, il solo dolcificante disponibile. Nacquero i primi dolci costituti prevalentemente da frutta, secca e in guscio (fichi, uvetta, prugne, nocciole, mandorle, noci, ecc.), che impastati con farina di cereali, latte e uova erano cotti al forno per divenire panforte, pan pepato, torrone, struffoli ecc. Questi dolci, nelle loro varietà regionali sono tuttora prodotti nelle famiglie, nelle pasticcerie artigianali e nell’industria dolciaria.
Rispetto al passato, le materie prime utilizzate sono in buona parte di importazione ed in molte ricette è comparso lo zucchero.
Lo zucchero è stato considerato sin dall’antichità un prezioso e raro alimento. Soltanto alla fine del Settecento si scoprì la possibilità di estrarlo dalle barbabietole e, soprattutto, dalla canna. A partire da quel periodo comparvero molti prodotti da forno dolci, in particolare il panettone ed il torrone, che ben presto divennero tipici del nostro Paese.
Riconoscere pandoro e panettone originali
L’ampia diffusione del panettone e del pandoro si prestava a contraffazioni e, per garantirne l’autenticità, il DM del 22/7/2005 ha definito le norme da seguire per la loro produzione. La legge ha comunque lasciato un certo margine di manovra a pasticcerie e industria dolciaria, per cui agli ingredienti di base se ne possono aggiungere alcuni altri, come creme o glasse. In ogni caso si possono chiamare pandoro e panettone soltanto quelli che seguono il DM del 2005.
I dolci di Natale fanno ingrassare?
I dolci natalizi sono costituiti da materie prime come zucchero, miele, burro, amidi e frutta secca ad elevato contenuto calorico. Di conseguenza, i prodotti che ne derivano, pur essendo molto buoni, vanno consumati con moderazione.
Questi sono i valori medi delle calorie contenute in 100 grammi, ripresi dalle etichette nutrizionali:
- Panettone classico 350 – 360
- Pandoro classico 390 – 410
- Torrone classico alle mandorle 470 – 500
- Panforte 390 – 400
- Panpepato circa 580
- Struffoli 500 – 600
Se consideriamo i consumi di singole porzioni, una di panettone ci fornisce circa 500 Kcalorie, una di pandoro circa 600, 30 grammi di panpepato o panforte danno circa 150 kcalorie, una porzione di torrone da 25 grammi circa 240 kcalorie.
Considerando che spesso i dolci sono consumati al termine dei pasti, è evidente che nei pranzi o nelle cene conviviali è molto facile superare abbondantemente le circa 2000 kcalorie, che dovrebbero essere il limite massimo da consumare quotidianamente. Si suggerisce quindi di spostare il consumo alla prima colazione o come spuntino durante il giorno, ma sempre con moderazione.
Quanto costano i dolci delle feste?
I prezzi dei dolci natalizi sono estremamente variabili e dipendono da vari fattori, spesso indipendenti dalla loro qualità. Infatti, gli ingredienti per i pandori ed i panettoni (zucchero, farina, burro, uova) sono gli stessi. Analogamente avviene per la frutta secca ed il miele utilizzati per i panforti, i torroni e i prodotti similari.
Ci sono differenze nei processi di lavorazione industriali e artigianali che possono differenziare la qualità dei vari prodotti, ma la sicurezza, intesa come assenza di pericoli chimici e microbiologici, è la stessa.
Eppure, troviamo sul mercato panettoni industriali da 6-10 euro al Kg e panettoni artigianali ad altre i 30-40 euro al kg. Differenze analoghe le troviamo per il pandoro, i torroni ed i panforti. Poi ci sono delle situazioni in cui i dolci natalizi sono venduti a fini promozionali. Hanno spesso la funzione di “specchietto per le allodole”, per attirare i clienti invogliandoli ad acquistare altri prodotti a prezzo pieno.
Al termine delle festività molti dei dolci rimangono invenduti, occupando dello spazio prezioso. A questo punto gli esercenti li svendono e diviene molto conveniente acquistarli, anche perché si tratta di ottimi alimenti, che possono essere consumati in tutta tranquillità.
Come sceglierli?
I dolci natalizi che troviamo negli esercizi commerciali (grande distribuzione, pasticcerie, forni, ecc.) sono sicuri e la sola differenza può essere qualitativa. Scegliere un prodotto a prezzo contenuto non comporta pericoli.
È comunque importante leggere attentamente le etichette per verificare il valore nutrizionale e la data di scadenza, che comunque non è tassativa, ma solo indicativa. Mangiare un panettone anche qualche tempo dopo la scadenza non comporta pericoli.
Sfruttare le offerte speciali può essere un’opportunità da sfruttare, magari per avere alimenti per la prima colazione a buon mercato.
Infine, si invita a non eccedere nei consumi, tenendo presenti i nostri fabbisogni calorici quotidiani.