L’obesità e il sovrappeso sono molto diffusi e possono avere conseguenze negative sullo stato di salute di chi ne è colpito. Nella maggior parte dei casi, per ottenere una riduzione di peso può essere sufficiente seguire un rigoroso regime dietetico con forti restrizioni caloriche ed anche un sano stile di vita che prevede un regolare esercizio fisico. Si tratta di regole che, pur essendo molto semplici, richiedono una notevole forza di volontà, determinazione parecchio tempo per ottenere risultati apprezzabili.
Per i casi più gravi esistono delle possibilità di interventi terapeutici, da effettuare sotto stretto controllo medico e che prevedono il ricorso alla chirurgia e/o a farmaci.
L’impiego dei farmaci è una scorciatoia alla quale ricorrono alcune persone obese, anche senza nessun controllo medico. Purtroppo, però in questi casi si può andare incontro a pericoli molto seri per la salute con danni anche irreversibili.
Farmaci vietati
Le più importanti azioni farmacologiche che possono portare ad una riduzione del peso sono quelle anoressizzanti, diuretiche, lassative e quelle termogeniche.
La Sibutramina ed i suoi derivati sono delle sostanze che danno un senso di pienezza e fanno passare l’appetito. L’effetto dimagrante dipende semplicemente dal fatto che non si mangia. Purtroppo, l’effetto collaterale molto grave è la possibilità di dare origine a gravi stati di anoressia cronica e si possono provocare danni al sistema cardiocircolatorio.
La Fenolftaleina è un potente lassativo e favorisce l’espulsione del contenuto intestinale, quindi, di fatto limita l’assorbimento dei nutrienti assunti con l’alimentazione. Di conseguenza si ha una forte riduzione dell’apporto calorico e proteico. L’assunzione prolungata di Fenolftaleina può provocare disturbi gastroenterici e osteomalacia, allergie e alcuni studi dimostrerebbero che ha un’attività cancerogena.
L’azione combinata dei due farmaci ha sicuramente un immediato effetto dimagrante, in quanto si riduce drasticamente la quantità di cibo consumato e di questo gran parte viene rapidamente eliminato attraverso la defecazione. A questo tipo di trattamento possono corrispondere reazioni individuali diverse tra loro, ma generalmente i pericoli che si corrono sono decisamente superiori ai benefici ottenuti. Considerando la pericolosità dei due farmaci, il loro impiego è stato proibito sin dal 1997 sia come integratori, sia come specialità medicinali.
Integratori
I diuretici sono molto importanti ed utili nei casi di ipertensione, in alcune forme di scompenso cardiaco e nelle forme edematose. Servono quindi a fare perdere liquidi, ma non esiste un reale effetto dimagrante.
Si ricorda che la commercializzazione degli integratori può avvenire soltanto a seguito di una notifica al Ministero della Salute che fa un controllo della documentazione per verificare la correttezza della formulazione. La registrazione delle specialità medicinali avviene invece soltanto a seguito della valutazione tecnica e scientifica dell’AIFA (Agenzia del Farmaco) che ne verifica l’efficacia e la sicurezza.
Gli integratori, quindi, non debbono avere nessuna attività farmacologica, ma sono soltanto un complemento degli alimenti. A questa regola sembrano sfuggire alcune sostanze naturali che, pur avendo attività farmacologiche, sono costituenti di integratori.
Tra questi ci sono gli integratori termogenici, che stimolano il consumo energetico giornaliero e sostanzialmente riducono la disponibilità delle calorie. In modo più o meno subdolo, sono pubblicizzati come prodotti in grado di favorire facilmente la riduzione di peso corporeo, senza doversi sottoporre a ferree diete accompagnate da faticosi esercizi fisici.
Cosa sono gli integratori termogenici
Le sostanze con attività termogenica sono numerose e molte di origine vegetale. Quella maggiormente conosciuta ed utilizzata è la Caffeina estratta dai frutti della Coffea Arabica e dalle foglie delle piante da tè, in particolare dalla Camelia Sinensis (tè verde).
Dai polifenoli si ricava il Gallato di Epigallocatechina (EGCG). Altre sostanze sono la Sinefrina, estratta dalla buccia di arancia amara, la Capsaicina e dai capsinoidi, composti responsabili della piccantezza del peperoncino, l’Acido trans-cinnamico (TCA) della cannella, i ginsenosidi (come Rb1) del ginseng, il Resveratrolo, presente all’interno di frutti come uva e bacche, la Forskolina, estratta dalle radici della pianta Coleus forskohlii. Queste sostanze sono componenti naturali in alimenti di uso comune e sono ben tollerate e comportano anche dei benefici (esempio l’effetto piacevolmente stimolante della caffeina nel nostro espresso).
Nonostante la loro naturalità si possono avere importanti effetti collaterali negativi di tipo cardiocircolatorio e neurologico, soprattutto nei soggetti che non si trovano in perfette condizioni di salute.
Attenzione a cosa compriamo
Nonostante alcune sostanze siano state proibite, si possono ancora trovare in alcuni integratori commercializzati on line. Chi li acquista e li usa corre rischi molto importanti. Per evitarli è importante verificare che ci sia una autorizzazione ministeriale e anche una etichetta con l’elenco dei componenti. Bisogna diffidare dai prodotti non adeguatamente etichettati. Anche gli integratori legali, come quelli termogenici, vanno utilizzati con prudenza.
Le scorciatoie chimiche per dimagrire presentano numerose insidie. La prima è che in molti casi il dimagramento è transitorio e legato al consumo del prodotto. Esiste poi il pericolo degli effetti collaterali, che possono essere anche invalidanti.
Il consiglio è quindi quello di acquistare da canali di vendita sicuri ed autorizzati, controllare le etichette, rispettare le condizioni di uso previste, verificare le date di scadenza e, soprattutto, chiedere consiglio al proprio medico di fiducia prima di iniziare un trattamento per dimagrire.