Governo riveda la sua posizione e abbatta accise di 20 cent per il gasolio e 5 cent per la benzina
Roma, 19 ottobre 2026 – “La decisione irresponsabile del Governo di non intervenire più contro il caro carburanti a partire dal 6 ottobre, lavandosene le mani, sta facendo montare sempre più le proteste nel Paese, dai camionisti agli agricoltori. Il Governo riveda subito la sua posizione, abbassando di almeno 20 cent le accise sul gasolio e di 5 cent quelle della benzina” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.
“Gli sconti volontari delle 4 compagnie petrolifere non hanno sortito l’effetto sperato se oggi il gasolio si vende in autostrada a un soffio da 2,3 euro (2,297) e a 2,257 nella rete stradale. La benzina è sempre sopra 2 euro. Prezzi astronomici se si pensa che sono quelli meno cari in modalità self service” prosegue Dona.
“Non basta accontentare qualche categoria produttiva per risolvere il problema. Gli effetti sul caro vita sono già esplosi nel mese di settembre, anche per via dello sconto sulle accise progressivamente ridotto. Andare a comperare frutta e verdura è già diventato un lusso, con i pomodori rincarati in appena un mese del 21,1%, le zucchine del 16,7%, i cetrioli del 14,8%, mirtilli e lamponi del 13,1%, spinaci del 12,6%, carciofi del 12,1%. A ottobre andrà ancora peggio. Bisogna che il Governo faccia qualcosa contro il caro vita, rimuovendone le cause: caro bollette di famiglie e imprese e caro carburanti” conclude Dona.
