La caldaia è pronta per l’autunno? Come mettersi in regola 

Redazione UNC
19 Ottobre 2026
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Il freddo non è ancora arrivato e, probabilmente, ci vorrà ancora un po’ per accendere i termosifoni, ma è questo il momento giusto per fare la manutenzione della caldaia ed essere pronti. Attenzione, è un obbligo di legge e trascurarla ci può costare una sanzione. 

Manutenzione e controllo dei fumi 

Quando parliamo di revisione della caldaia dobbiamo distinguere due obblighi diversi, come spiega la normativa di riferimento, il DPR 74/2013. 

La manutenzione ordinaria è la cura meccanica dell’apparecchio: pulizia del bruciatore e dei circuiti, rimozione dei residui, ispezione delle parti soggette a usura. Le sue scadenze non sono fissate dalla legge, ma dal libretto d’uso del produttore e in genere ricorrono ogni anno. 

Il controllo di efficienza energetica, quello per ottenere il cosiddetto bollino blu, è un’analisi più complessa: misura i fumi di scarico, le emissioni inquinanti e la sicurezza generale dell’impianto, compresa l’assenza di dispersioni di monossido di carbonio. Qui le scadenze sono fissate per legge e variano in base al tipo di impianto:  

  • ogni 2 anni per le caldaie a gasolio o le stufe a pellet collegate ai termosifoni con potenza sotto i 100 kW 
  • ogni 4 anni per gli impianti a gas metano o GPL della stessa potenza, anche se diverse Regioni hanno abbassato questo limite a 2 anni per ridurre l’inquinamento. 

Al termine di ogni intervento, i risultati vanno registrati nel libretto d’impianto. 

Chi deve fare la manutenzione della caldaia? 

La legge individua la figura del responsabile dell’impianto, che deve garantire le verifiche periodiche e la corretta tenuta del libretto. Nella pratica, la responsabilità dipende dalla tipologia di impianto e da chi ne ha la gestione: nel caso di una caldaia autonoma, generalmente ricade su chi vive nell’abitazione (quindi anche sull’inquilino, secondo la ripartizione tra spese ordinarie e straordinarie prevista dal Codice Civile), mentre per gli impianti centralizzati condominiali spetta all’amministratore, salvo la nomina di un terzo responsabile. 

In ogni caso, l’intervento va affidato solo a tecnici e ditte abilitate: chi esegue manutenzione e controllo deve essere iscritto al registro delle imprese abilitate presso la Camera di Commercio.

Le sanzioni per chi non è in regola 

Trascurare gli obblighi di controllo e manutenzione della caldaia non significa soltanto mettere a rischio la sicurezza dell’impianto, ma anche esporsi a sanzioni amministrative. L’articolo 15, commi 5 e 6, del D.Lgs. 192/2005 prevede due casi, con sanzioni differenti per il responsabile dell’impianto e per il tecnico incaricato. 

Il proprietario, l’inquilino, l’amministratore di condominio o l’eventuale terzo responsabile che non provvede alle operazioni di controllo e manutenzione previste dalla normativa rischia una sanzione amministrativa da 500 a 3.000 euro.  

Per il tecnico incaricato che non redige e sottoscrive il rapporto di controllo tecnico, il documento che attesta le verifiche effettuate, è invece prevista una sanzione da 1.000 a 6.000 euro. L’ente locale o la Regione competente che applica la sanzione deve inoltre darne comunicazione alla Camera di Commercio di appartenenza dell’operatore, ai fini dei conseguenti provvedimenti disciplinari. 

Al termine degli interventi devono essere redatti i documenti previsti. Quando viene effettuato il controllo di efficienza energetica, il tecnico deve compilare e sottoscrivere il relativo Rapporto di controllo di efficienza energetica (RCEE), consegnarne una copia al responsabile dell’impianto e provvedere alla trasmissione secondo le modalità e le scadenze applicabili. Il responsabile è inoltre tenuto a conservare e mantenere aggiornato il libretto di impianto, insieme alla documentazione dei controlli effettuati. 

Attenzione al finto tecnico 

Proprio perché il controllo della caldaia è un obbligo reale, i truffatori ne approfittano per ingannare consumatori ignari, entrando nelle loro case spacciandosi per tecnici che devono effettuare la manutenzione.  

Proprio ad ottobre 2026, a Torino 5 persone sono state raggiunte da misure cautelari per associazione a delinquere dedita ai furti in abitazione ai danni di anziani. Si presentavano come tecnici del gas incaricati di interventi, per poi sottrarre contanti, gioielli e altri oggetti di valore una volta entrati in casa.  

Ma non è un caso isolato. Episodi simili sono stati segnalati in diverse città italiane, sempre con lo stesso schema: una persona si presenta come incaricata di un controllo senza preavviso ed entra in casa della vittima per sottrarle denaro o preziosi. 

Come non farsi ingannare 

La Polizia di Stato ha ribadito alcune regole di base da seguire, quando chi dice di essere un tecnico si presenta a casa nostra: 

  • Un intervento di manutenzione o di controllo va sempre concordato in anticipo. Nessun tecnico si presenta senza preavviso per interventi urgenti
  • Nessuno può entrare in casa senza una verifica. Un vero tecnico incaricato da un gestore o da un condominio può essere controllato attraverso un canale ufficiale 
  • Mai consegnare denaro o oggetti di valore a chi si presenta con questi pretesti, qualunque sia la motivazione 
  • In caso di dubbio, chiamiamo le forze dell’ordine.

Problemi con la caldaia, chi chiamare? 

Quando la caldaia ha un problema chi dobbiamo chiamare, l’idraulico che l’ha venduta e installata oppure il produttore? 

Dal punto di vista del Codice del consumo, il venditore della caldaia è l’installatore, che risponde di tutti gli obblighi di garanzia nei nostri confronti.  

Il presidente di UNC Massimiliano Dona lo ha spiegato in questo video.

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