BPB: ingenti perdite per gli azionisti

Redazione UNC
5 Febbraio 2019
Non sono momenti facili per i 70.000 azionisti della Banca Popolare di Bari (BPB): chi volesse vendere i titoli in questo momento sarebbe costretto a farlo al prezzo di € 2,38, subendo quindi delle perdite consistenti se si considera che in precedenza le azioni erano quotate ad € 9,53! Di recente la Consob ha contestato alla banca barese di non aver comunicato al pubblico le informazioni sulla determinazione del prezzo delle azioni e di non aver chiarito come sia giunta alla determinazione di questo prezzo nell’ambito delle operazioni di aumento di capitale del 2014 e 2015. Anche l’Arbitro per le controversie finanziarie presso la Consob (ACF) ha accertato che la banca fino al 2012 indicava addirittura come “basso” il grado di rischio delle proprie azioni, per poi cambiarlo in “medio” e successivamente in “medio-alto”, affiancandogli, solo dal 2015, la dicitura “titolo illiquido”. Fuorviante, secondo l’ACF, era inoltre l’autovalutazione che la Banca Popolare di Bari prospettava riguardo ai tempi medi di smobilizzo non superiori a 90 giorni. Ecco perché, come Unione Nazionale Consumatori, ci siamo immediatamente attivati contestando alla banca di non aver informato i risparmiatori che si trattava di azioni illiquide e come tali ad alto rischio, di non aver valutato l’adeguatezza dell’investimento in rapporto alle caratteristiche personali dei clienti ed alla specificità del prodotto proposto e di avere, in molti casi, convinto il risparmiatore a investire tutta la somma di cui disponeva senza diversificare gli investimenti, concentrando conseguentemente il rischio su un solo titolo . La nostra associazione assiste già molti risparmiatori BPB: chi fosse interessato a contattare i nostri esperti per ricevere consulenza potrà scrivere  alla email: [email protected] indicando nell’oggetto “BANCA POPOLARE DI BARI”.

Autore: Avv. Valentina Greco Data: 5 febbraio 2019
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