Frodi sui funghi, sono pericolose?

Redazione UNC
26 Gennaio 2026
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I funghi sono particolarmente apprezzati nella cultura culinaria italiana e nelle sue tradizioni gastronomiche, protagonisti di piatti che vanno dalla pasta fresca ai porcini al risotto con i finferli. Ma i funghi presenti sul mercato sono davvero quelli dichiarati in etichetta? Questo articolo mette in luce i casi più comuni di frode nel settore dei funghi, nonché l’importanza della tracciabilità e della trasparenza nella filiera di approvvigionamento dei funghi. 

Che cos’è la frode sui funghi? 

La frode sui funghi è un ambito di ricerca ancora poco esplorato, ma che esiste e comporta gravi rischi per la salute, danni economici ed erosione della fiducia dei consumatori. La frode alimentare è l’inganno intenzionale dei consumatori a fini economici, attraverso l’alterazione o la falsa rappresentazione dei prodotti alimentari.

Nel caso dei funghi, ciò può includere la vendita di prodotti di minor valore come se fossero di maggiore pregio (ad esempio funghi non biologici venduti come biologici, varietà di basso valore spacciate per varietà premium o selvatiche) oppure dichiarazioni fuorvianti sull’origine riportata sulla confezione. Queste attività fraudolente sono principalmente motivate dall’aumento dei profitti, ma possono anche comportare problemi di sicurezza alimentare. 

Tipologie di frode più comuni 

La Commissione Europea classifica la frode alimentare in sette tipologie: diluizione, sostituzione, occultamento, etichettatura errata, arricchimento non autorizzato, contraffazione e mercato grigio.

Dal 2014, in Italia, Francia, Polonia e Irlanda sono stati registrati oltre 60 casi di frode e incidenti legati alla sicurezza dei funghi.

La tipologia di frode più frequente è risultata l’etichettatura errata, seguita dal mercato grigio. In Italia sono stati scoperti casi di falsa indicazione dell’origine, in cui funghi rumeni venivano venduti come italiani, e funghi prodotti in Spagna, Ungheria e Paesi Bassi erano etichettati come Made in Italy.

Inoltre, funghi convenzionali sono stati etichettati e venduti come biologici. I casi di mercato grigio riguardano funghi commercializzati senza documentazione di tracciabilità, situazione scoperta più volte in passato, anche in Italia e in Kosovo. 

Come riconoscere i prodotti fraudolenti 

Quando si tratta di prodotti alimentari fraudolenti, come la sostituzione di specie di funghi o l’etichettatura errata, è estremamente difficile per i consumatori riconoscerli sul mercato. Precedenti casi di frode alimentare hanno dimostrato che alcune categorie o tipologie di alimenti sono più vulnerabili alla frode. Ad esempio, i prodotti di alto valore (come i funghi esotici) possono essere esposti a un rischio maggiore.

La vulnerabilità alla frode alimentare aumenta quando le filiere appaiono più complesse e coinvolgono numerosi attori. I funghi rappresentano un ottimo esempio di filiera complessa, con molti intermediari, dalla produzione del substrato fino al mercato al dettaglio.

La tracciabilità agisce come strumento preventivo contro la frode alimentare, consentendo ai consumatori di scansionare un codice QR e seguire l’intero percorso dei funghi lungo la filiera, dal campo alla tavola. Ciò garantisce che tutti i prodotti siano sicuri per i consumatori e li protegge dall’inganno. 

Rischi potenziali per i consumatori 

La frode alimentare, oltre a causare danni economici ai consumatori, può essere associata anche a gravi rischi per la salute, fino a provocare malattie o, in alcuni casi, la morte. Ad esempio, la sostituzione di varietà di funghi di alta qualità con varietà di qualità inferiore potrebbe potenzialmente scatenare allergie.

D’altra parte, false dichiarazioni sull’origine o sulla produzione biologica/convenzionale dei funghi non comportano rischi per la salute, ma sono considerate una frode economica, che mina la fiducia e la sicurezza dei consumatori. Come sottolineano gli esperti, la frode alimentare implica sia questioni economiche sia di sicurezza alimentare e può riguardare le convinzioni spirituali, etiche e religiose dei consumatori. 

La ricerca e il progetto Watson 

Nell’ambito del progetto europeo Watson, una indagine dell’University College Dublin esplora la disponibilità dei consumatori ad acquistare funghi tracciabili in tutta Europa e i fattori che influenzano le loro intenzioni di acquisto. 

Il progetto Watson, coordinato dall’University College Dublin, mira a migliorare la sostenibilità delle filiere alimentari riducendo la frode alimentare e aumentando la trasparenza attraverso l’applicazione di tecnologie digitali. 

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Autore: Argyro Tsafara, University College Dublin, School of Biosystems and Food Engineering, Dublin, Ireland.

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