Commissione di massimo scoperto

Andrea Fiorentini
12 Gennaio 2010
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Nei contratti di conto corrente caratterizzati dalla concessione di un fido (un prestito accordato dalla banca al cliente che permette a quest’ultimo di andare “in rosso” sul conto fino alla cifra concessa) si definisce “commissione di massimo scoperto” la percentuale, calcolata al tasso convenuto, che gli istituti di credito addebitano al cliente sul massimo saldo negativo registrato ogni trimestre e che va ad aggiungersi agli interessi convenzionali.

Per comprendere meglio il meccanismo, si pensi, ad esempio, al caso in cui la banca conceda al cliente un fido di 50 mila euro, sotto forma di scoperto di conto corrente. Ciò vorrà dire che il cliente potrà andare “in rosso” sul conto per una cifra pari all’ammontare del fido (e quindi, nel nostro caso, 50 mila euro). Sullo scoperto, la banca praticherà un tasso d’interesse a debito, ad esempio del 10 per cento l’anno. A ciò, andrà ad aggiungersi la “commissione di massimo scoperto”, giustificata dal fatto che la facoltà di andare in scoperto implica un costo per la banca, poiché quest’ultima si impegna a mettere a disposizione l’importo del fido concesso, utilizzabile senza preavviso.



Autore: Sonia Galardo Data: 12 gennaio 2009
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