Hai ricevuto un messaggio dall’Agenzia delle Entrate? Attenzione, è una truffa 

Redazione UNC
24 Settembre 2026
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Un messaggio ci avvisa di una nuova comunicazione fiscale da consultare e invita ad accedere al sistema tramite un link. Il messaggio sembra arrivare proprio dall’Agenzia delle Entrate. Attenzione, è smishing!

È una truffa, che ha successo quando fa leva sulla paura che ci accadrà qualcosa se non agiamo subito, sull’urgenza di controllare se c’è davvero qualcosa che non va. I truffatori contano proprio su questo. 

Il 21 settembre 2026, è la stata la stessa Agenzia delle Entrate a mettere in guardia i contribuenti: è in corso una nuova campagna di phishing via sms (smishing, appunto) che usa il suo nome per sottrarre informazioni personali ai cittadini. L’Agenzia naturalmente non ha nulla a che fare con messaggi che stanno arrivando a tanti italiani. 

Smishing, che cos’è? 

Il phishing è il tentativo di ottenere dati riservati, come credenziali di accesso o informazioni finanziarie, fingendosi qualcuno di affidabile, una banca o, come in questo caso, un ente come l’Agenzia delle Entrate. Una mail è l’esca usata per portare la vittima su una pagina, tramite un link, dove gli viene chiesto di inserire dati della carta di credito, password per accedere ai conti ecc. 

Quando il canale usato è l’sms si parla di smishing, phishing via sms (ma anche messaggi WhatsApp e Telegram). Il meccanismo resta identico: creare un’urgenza. 

Come funziona la truffa segnalata dall’Agenzia 

Il messaggio si presenta come una comunicazione dell’Agenzia delle Entrate e rimanda a un presunto sistema informatico dove leggere un nuovo avviso fiscale o verificare informazioni sulla propria posizione tributaria. Chi clicca finisce su siti web, con l’obiettivo di raccogliere dati e credenziali. Questi siti sembrano legittimi e affidabili perché nel nome e nell’aspetto sono quasi identici agli originali.  

Solo poche settimane prima la stessa Agenzia aveva segnalato una campagna di falsi rimborsi Irpef diffusa sempre via sms.

L’Agenzia delle Entrate ha lanciato l’allarme su un’ondata più ampia di messaggi, che sfruttano loghi e intestazioni di enti pubblici. I pretesti sono i più diversi: dalle presunte multe stradali agli insoluti fiscali, dalle cartelle esattoriali pendenti ai rimborsi Irpef da incassare. Chi teme di aver dimenticato un pagamento, o spera in un rimborso, è più propenso a cliccare senza fermarsi a ragionare. 

Come difenderci? 

Aprire un sms sospetto non è di per sé rischioso. Il problema nasce quando si clicca sui link, si scaricano allegati o si forniscono informazioni personali. La regola più efficace, quindi, è la più semplice: davanti a una comunicazione inattesa, non richiesta o comunque sospetta, non si inserire mai dati personali, informazioni riservate o credenziali di accesso 

Se il dubbio resta, fare una verifica su un canale sicuro, mai passando dal link ricevuto, rivolgendosi ai contatti che si trovano sul sito ufficiale o o direttamente all’ufficio competente per territorio.  

I messaggi sono costruiti apposta per ingannare anche le persone più attente. Può succedere, quindi, di cascare nella trappola. Se abbiamo fornito dati bancari, numeri di carta o credenziali, avvisiamo subito la banca e facciamo una segnalazione alle autorità competenti. 

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