Copertura fibra ottica: qual è la situazione in Italia?

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In Italia si naviga ancora troppo lentamente. La velocità della connessione internet resta un tasto dolente per il nostro paese, e la scarsa copertura della fibra ottica ne è uno dei motivi principali. I dati più recenti sulla diffusione della fibra in Europa arrivano dal FTTH Conference 2017, tenutasi nel mese scorso a Marsiglia. La conferenza, giunta alla quattordicesima edizione, è un evento organizzato dal FTTH Council Europe, un organismo fondato da alcune delle più grandi compagnie di telecomunicazione mondiali per promuovere la diffusione della fibra ottica in Europa.

Copertura fibra ottica in Europa: situazione attuale

I dati, che riportano la situazione di fine settembre 2016, ci dicono che i più  grandi mercati di fibra ottica europea sono quello russo, con 17 milioni di abbonati, quello spagnolo, con 4,5 milioni e quello francese con 3,2 milioni. Per quanto riguarda la percentuale di popolazione che ha accesso alla fibra, invece, la posizione di testa va alla Lettonia, con il 45,2%, seguita a poca distanza dalla Svezia al 40,7% e dalla Lituania al 40,3%.

E l’Italia? Nel ranking del FTTH Council Europe, il nostro paese è tra le ultime posizioni: con una copertura della fibra ottica appena superiore all’1% della popolazione, ci lasciamo dietro solo Croazia, Serbia, Germania (che ricorre ad altre tecnologie per la banda larga) ed Austria.

I vari tipi di connessione in fibra ottica

I dati del FTTH Council si riferiscono soltanto alle connessioni di tipo FTTH o FTTB, quelle che permettono una velocità di connessione realmente elevata. Si parla di FTTH, ossia di fiber-to-the-home, quando il collegamento in fibra ottica arriva direttamente fin dentro la singola unità abitativa (un appartamento, o un singolo ufficio), garantendo la massima rapidità di trasmissione possibile; la seconda miglior opzione è invece la FTTB, fiber-to-the-building, in cui la fibra si ferma alla base dell’edificio, per poi effettuare il collegamento finale con l’appartamento o l’ufficio attraverso il classico filo di rame o dei cablaggi in fibre ottiche polimeriche.

In Italia invece molto spesso gli operatori propongono offerte “fibra”, ma la connessione avviene in realtà nelle modalità FTTS (fiber-to-the-street) o FTTC (fiber-to-the-cabinet): il collegamento in fibra arriva solo alla cabina stradale o al distributore del quartiere, quindi comunque a una distanza in media di almeno 200 metri dall’abitazione da servire. Il fatto che un percorso così lungo avvenga attraverso il normale doppino di rame finisce per abbassare moltissimo la velocità di trasmissione effettiva.

Quindi, se si deve scegliere un’offerta di fibra ottica vantaggiosa, è bene informarsi su che tipo di copertura sarà possibile avere nella propria abitazione: solo i collegamenti FTTH e FTTB infatti permettono di ottenere realmente una connessione a banda ultralarga.

Come verificare la velocità di connessione

Una volta attivata un’offerta di fibra ottica, o anche di connessione ADSL, è possibile verificare l’effettiva velocità di navigazione attraverso vari strumenti di misurazione. Gli speed test ADSL disponibili online sono molti, ma solo quello dell’AGCOM ha valore legale e può essere usato per reclamare contro il mancato rispetto delle condizioni stabilite nel contratto.

Se attraverso uno di questi strumenti si scopre di avere una connessione lenta, non ci si sorprenda: si è in buona compagnia. Secondo il “Rapporto sullo Stato di Internet”, pubblicato al termine dell’anno scorso da Akamai, il nostro paese è al 54esimo posto al mondo nella classifica della velocità di connessione media, con 8,2 Mega.

Ancora una volta, per quanto riguarda l’Europa, siamo appena sopra gli ultimi posti, con alle spalle solo Croazia, Grecia e Cipro. Rispetto ai dati della Corea del Sud, in cui si naviga a 26,3 Mega al secondo di media e circa l’80% di popolazione raggiunta dalla fibra ottica, viviamo praticamente in un altro pianeta.

Autore: Unione Nazionale Consumatori
Data: 12 maggio 2017

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Angelo Dell'Acqua

Gli operatori del settore invece di spendere milioni di euro in pubblicità, dovrebbero investire molto di più nella installazione della fibra. A quanto pare i contributi statali ed europei ci sono. Il governo dovrebbe intervenire e dare una sveglia al settore.

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