CARBURANTI: Tir, bene sblocco fondi, ma rischio rincari

Redazione UNC
20 Ottobre 2026
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Era ora che si sbloccassero i fondi per autotrasporto, ma rischio rincari da intesa su committenza

Roma, 20 ottobre 2026 – “Bene, era ora che il Governo si svegliasse e sbloccasse i fondi stanziati mesi fa per l’autotrasporto. È incredibile che ci siano volute queste proteste per ottenere quanto già previsto. Per quanto riguarda invece le indiscrezioni relative all’adeguamento del prezzo del carburante a carico della committenza, vogliamo capire cosa prevede esattamente di nuovo l’eventuale intesa. Il rischio forte, infatti, è che il caro carburante venga traslato ancora più velocemente sugli scaffali dei supermercati e quindi sia pagato solo dai consumatori finali, con effetti nefasti sull’inflazione” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.

“Per questo quando esplodono i prezzi dei carburanti da anni chiediamo che il Governo intervenga subito per abbassare le accise, per tutti, non solo per chi protesta di più e fa più rumore. Si tratta di ridare i soldi a chi ne ha pagati di più, operazione che non aggrava quindi il deficit, essendo un extragettito Iva non previsto. Altrimenti per aiutare l’autotrasporto si danneggiano le famiglie, sale il carovita, si riducono i consumi. Insomma, è come mettere la polvere sotto il tappeto invece di fare pulizia e risolvere il problema” prosegue Dona.

“Ci domandiamo, quindi, cosa stia aspettando il Governo a tagliare le accise sui carburanti, per ridare fiato a chi viaggia per lavoro e per frenare l’inflazione. Si tratta dell’ennesima promessa tradita da parte della Premier, che dopo aver dichiarato il 16 settembre che il 5 ottobre sarebbe intervenuto nuovamente il meccanismo delle accise mobili, dopo aver dichiarato il 7 ottobre che erano pronti a intervenire di nuovo con il meccanismo delle accise mobili, avendo già a disposizione 160 milioni che potevano essere spesi per questo obiettivo, ora si tiene quei soldi per la prossima manovra e tace. Una scelta incomprensibile e kamikaze, considerate le proteste sempre maggiori contro il caro vita” conclude Dona.

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