Multa per “distanza da casa”: posso fare ricorso?

Uno dei dubbi che più attanaglia i consumatori che scrivono ai nostri sportelli è: cosa significa esattamente “massima distanza da casa”? Posso fare ricorso se ricevo una multa? E a chi devo rivolgermi? Ecco le risposte del nostro esperto, l’avv. Valentina Greco.

E’ bene sapere che per le infrazioni relative alle restrizioni per il coronavirus di questo tipo, contrariamente al solito, il ricorso si può fare solo presso il Prefetto, e non anche al giudice di Pace. Proprio perché non esiste una distanza precisa, accogliere o respingere il ricorso è a discrezione del Prefetto, e 700-800 metri, per esempio, difficilmente possono essere considerati prossimità di casa. Per questo bisogna essere molto cauti nel fare ricorso se si è più lontani da casa di 200 o 300 metri.

Diverso è il caso di chi si siede un attimo mentre magari ha portato il cane a fare i bisogni: in questo caso infatti il ricorso sembra giustificato perché siamo di fronte a un possibile abuso. Nei decreti infatti non c’è scritto che un cittadino non si può sedere, nell’ambito dell’attività lecita che sta svolgendo.

Per chi volesse fare ricorso, è bene sapere che normalmente si hanno 60 giorni di tempo per scrivere al Prefetto, ma, considerato il lockdown, questa scadenza è sospesa. Per quanto riguarda il tempo entro cui la richiesta deve essere accolta o respinta, si tratta di 210 giorni se ci si rivolge direttamente al Prefetto e 180 se il ricorso viene inviato al comando da cui proviene il verbale..

HAI BISOGNO DEL NOSTRO AIUTO? SCRIVI ALLO SPORTELLO DEDICATO INVIANDO UNA MAIL A MULTE@CONSUMATORI.IT

Autore: Valentina Greco
Data: 29 aprile 2020
Aggiornamento: 19 maggio 2020

 

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Nunzia

Buongiorno,
in data 19/04/2020 alle ore 15.55 mio fratello si trovava nei
pressi della sua abitazione quando all’altezza dei 50 m viene fermato
dalla polizia e gli infligge una sanzione disciplinare di euro 533,33
euro. Si trovava in macchina con sua moglie e suo figlio di 8 mesi.
Il bambino a volte è abbastanza nervoso, in quell’istante stava
piangendo, singhiozzava con scatti di nervosismo. Unico modo per
calmarlo è fargli fare un giretto in macchina per evitare situazioni
spiacevoli che lascio a voi immaginare. Il giretto è stato fatto nei
pressi dell’isolato. La moglie, anche se patentata non guida, e poi
era indispensabile la presenza di entrambi i genitori: la moglie
teneva il braccio il piccoletto e il marito (mio fratello) guidava.
Non si può parlare neanche di abuso della passeggiata, si trovava nei
pressi di abitazione.
Sul verbale, anche se non leggibile, è riportato nella sezione
trasgressore dichiara un’unica nota che si può leggere nota che si
può leggere “Sto rientrando a casa……casa paterna”.
Tale dichiarazione non è corretta, d’altronde come dice la normativa
non hanno verificato effettivamente se la provenienza era dalla casa
paterna prima di emettere il verbale. D’altra parte è ormai
consuetudine, come dicono le testate giornalistiche multare in modo
ingiusto. Di seguito un esempio
https://www.andrialive.it/news/attualita/932701/coronavirus-sanzioni-
ingiuste-la-lamentela-di-alcuni-andriesi
Altro aspetto da evidenziare è il comportamento dimostrato dagli
agenti che si sono dimostrati austeri e poco sensibili. Mio fratello
spaventato da tanta imposizione e tenendo conto del periodo che
stiamo attraversando (la censura obbligata, il bambino nervosetto, il
lavoro dimezzato e quindi meno entrate) ha preferito firmare evitando
situazioni spiacevoli.
Codesta mattina mio fratello ha provato a contattare per richiedere
copia del verbale leggibile, risposta ad una mail inviata la sera
stessa, ma si è sentito rispondere “Faccia ricorso!!!”

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Roberto

Dovreste semtterla tutti quanti di fare “illazioni” sui ricorsi per le multe coronavirus. Ogni organizzazione o avvocato sta dicendo la sua. La Lista per Ravenna, per esempio, ha elaborato un vademecum con l’aiuto della polizia locale e degli annesimi avvocati in cui si assicura che non ci sarà il raddoppio una volta perso il ricorso al prefetto, mentre altri consumeristi ed esperti ammettono il ricorso al giudice di pace. Ciascuno poi tira i dadi e indica scadenze, sospensioni eccetera che variano da un mese a cinque anni! Una volta per tutte: dove trovate queste indicazioni? Ci sono documenti ufficiali? Perché non esiste un sito istituzionale che dia queste indicazioni; e se esiste, cortesemente, fatecelo sapere.

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