#nofattura28giorni: l’Agcom ha chiesto uno sconto sulle prossime fatture

La Redazione UNC
20 Marzo 2018
L’Autorità delle comunicazioni (Agcom), con quattro diffide, ha chiesto a Tim, Vodafone, Fastweb e Wind Tre di posticipare l’emissione della prossima fattura di un numero di giorni pari a quelli “erosi” con l’emissione delle bollette a 28 giorni, a partire dal 27 giugno 2017. In pratica i consumatori, invece di ricevere indietro i soldi, dovranno avere un rimborso in termini di sconto sui giorni fatturati. La diffida dell’Agcom tiene conto del procedimento in corso presso il Tar del Lazio che, pur confermando le delibere dell’Authority laddove imponevano la fatturazione mensile, ha per il momento sospeso il pagamento degli indennizzi fino all’udienza di merito prevista il prossimo ottobre, ritenendo che lo storno dei soldi indebitamente percepiti dagli operatori della telefonia “appare in grado di incidere sugli equilibri finanziario-contabili della azienda“. Tesi, quella del Tar, ovviamente non condivisibile. Il rimborso sotto forma di giorni sarà diverso per ogni cliente e si calcolerà a partire dal 27 giugno 2017, quando l’Agcom dichiarò l’obbligatorietà della bolletta mensile. Gli operatori telefonici, si legge nelle diffide, dovranno posticipare le date “di decorrenza delle fatture emesse dopo il ripristino della fatturazione con cadenza mensile o di multipli del mese“, “per un numero di giorni pari a quelli erosi in violazione della delibera” che prevedeva la fine delle bollette a 28 giorni, “in modo da non gravare gli utenti dei costi derivanti dalla abbreviazione del ciclo di fatturazione“. L’Authority, nella diffida alle compagnie, fa anche un esempio pratico: “volendo esemplificare, nel caso di una fattura emessa ad aprile con decorrenza dal 1° aprile al 30 aprile e in presenza di una erosione pari a 15 giorni, la decorrenza della fattura dovrà essere posticipata al 16 aprile e conseguentemente il periodo fatturato dovrà risultare quello intercorrente dal 16 aprile al 15 maggio“. Attenzione che alcuni organi di stampa hanno interpretato i 15 giorni casualmente previsti nell’esempio fatto dall’Authority, come un tetto al numero di giorni di rimborso. Ebbene, non è così! L’Agcom, infatti, ha precisato che nelle diffide notificate agli operatori telefonici non è previsto alcun limite dei giorni da reintegrare. Ora speriamo che le compagnie non accampino ulteriori scuse e finalmente restituiscano il maltolto ai consumatori. L’Unione Nazionale Consumatori vigilerà sul rispetto delle diffide e intanto continua a raccogliere le pre-adesioni per eventuali azioni necessarie ad ottenere i rimborsi di quanto ingiustamente versato dai consumatori della telefonia fissa. ECCO IL MODULO DI PRE-ADESIONE! (si tratta di una pre-adesione completamente gratuita e non impegnativa). LEGGI TUTTO SU #NOFATTURA28GIORNI

Autore: Unione Nazionale Consumatori Data: 21 marzo 2018
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