Altro che centesimi, incentiviamo la moneta elettronica!

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La Camera dei Deputati ha approvato una mozione che impegna il Governo Italiano a sospendere il conio delle monetine da 1 e 2 centesimi, il che comporta un vantaggio economico di gestione che ci trova ovviamente d’accordo. Ma non si può non pensare agli “effetti collaterali” dell’operazione: dato che in questo Paese i controlli sulle speculazioni non sono adeguati, è infatti evidente che si rischia l’ennesimo arrotondamento per eccesso da parte dei negozianti disonesti. Piuttosto che abolire le piccole monete, perché allora non sospendere l’utilizzo delle banconote di grosso taglio come quelle da 500 ma anche da 200 euro, notoriamente utilizzate solo dalla delinquenza organizzata, a partire dal riciclaggio di denaro sporco fino al gioco on-line o anche alle tangenti?

Inoltre, molto di più si risolverebbe se, anziché pensare ai centesimi, si attuassero azioni concrete per incentivare la moneta elettronica che prima o poi anche nel nostro Paese dovrà sostituire l’uso delle banconote, uniformandosi a ciò che accade già da tempo negli altri Paesi della Comunità Europea dove la circolazione del danaro contante è solo una ridotta percentuale dei flussi monetari. La gestione del contante è infatti estremamente onerosa per gli aspetti legati alle risorse umane coinvolte, ai furti, alle perdite, alle apparecchiature, ai trasporti, alla sicurezza, alla conservazione, alla vigilanza e all’assicurazione: tutti costi che ricadono sui consumatori. Senza contare che la libera circolazione del contante incide sull’economia sommersa, sul “nero” e, quindi, sull’evasione fiscale, per la mancata tracciabilità che lo contraddistingue.

Altro che centesimi, è ora di pensare concretamente ad incentivare la moneta elettronica!

Autore: Massimiliano Dona
Data: 9 maggio 2014

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