Frodi con carta di credito

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Una ricerca sulle frodi con le carte di credito via Internet è stata svolta dall’ “Osservatorio permanente sull’usura e la criminalità economica” della Camera di commercio di Milano, che enumera quattro tecniche per acquisire illecitamente i numeri delle carte di credito, utilizzandoli poi fraudolentemente per fare acquisti sempre tramite Internet. La prima tecnica, anche se meno frequente, consiste nell’intercettazione del numero durante una transazione conclusa via Internet nel momento del passaggio di tale informazione dal consumatore al venditore. La seconda, quella più usata, consiste nella violazione dei database di chi vende servizi o prodotti via Internet, per accedere ai numeri delle carte di credito immagazzinati. In questo caso, la principale responsabilità è spesso dello stesso venditore che non si dota di efficienti strumenti e software di protezione dei dati conservati nel database. La terza tecnica prende il nome di “credit card cramming”, ovvero l’acquisizione del maggior numero possibile di dati e numeri di carte di credito, attraverso raggiri o comunque comportamenti scorretti: in alcuni casi, viene richiesto il numero della carta di credito con la scusa di verificare la maggiore età dell’utente prima di autorizzare l’accesso a qualche sito, specie per adulti. In altre situazioni sono le stesse imprese che, dopo essere fallite, cessano la loro attività su Internet e traggono profitti dalla vendita dei dati raccolti nel frattempo. La quarta tecnica prende infine il nome di “carding matematico” e consiste nella produzione di numeri di carte verosimili, attraverso programmi capaci di riprodurre la numerazione usata dalle principali società emittenti di carte di credito. Come difendersi? L’Osservatorio della Camera di commercio di Milano fornisce anche alcuni suggerimenti. Il consumatore dovrebbe innanzitutto verificare che il browser di navigazione sia impostato in modo da ricevere le notifiche dei messaggi inerenti alla sicurezza; dovrebbe poi verificare che il fornitore abbia un recapito fisico e non solo una e-mail; dovrebbe inoltre affidarsi principalmente a società e fornitori che fanno ricorso ad un sistema di protezione delle comunicazioni con i loro clienti; infine, dovrebbe stampare e conservare una o più copie dell’ordine stesso. Per quanto riguarda, invece, i venditori via Internet, per evitare truffe dovrebbero in primo luogo non accettare alcun ordine se non fornito di tutte le informazioni richieste (compreso numero di telefono e indirizzo). Non dovrebbero inoltre accettare ordini che provengono da indirizzi di posta elettronica gratuiti a meno che il potenziale cliente fornisca anche un indirizzo fisico. Lo scopo è quello di non accettare ordini che provengono da provider non affidabili. In caso di dubbi, si dovrebbe richiamare il numero di telefono che compare nell’ordine compilato per ottenere conferma. Infine, bisognerebbe verificare da dove proviene la richiesta di fornitura del prodotto (in particolare, i paesi dell’Est Europa presentano un altissimo livello di contraffazione) e ricorrere ad un sistema di certificazione del sito.

Autore: Unione Nazionale Consumatori
Data: dicembre 2001

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Antonino

Sono d’accordo che al momento dell’ordine, una società seria, si metta in contatto con il titolare della carta di credito prima di accettare il pagamento di quanto sta per essere fatto.
La mancanza di questa segnalazione dovrebbe essere sanzionata come complicità in frodo con pagamenti di sanzioni tali da scoraggiarli nel futuro, anche dal fatto che ogni giorno sempre più persone acquistano on-line senza essere protette nemmeno dalle società..

Augusto Cerina

Il sito w ww.snai.itha accettato tre pagamenti consecutivi nella stessa giornata eseguiti con la mia carta di credito Barclaycard. Io non sono mai stato iscritto alla SNAI, non ho mai effettuato transazioni su quel sito. La Barclaycard dovrebbe rimborsarmi gli importi a fronte della pratica per frode. Come mai il sito SNAI consente accessi freudolenti ai malintenzionati senza che la reale identità di chi esegue l’operazione on-line sia verificata. Occorre obbligare SNAI a garantire un maggiore controllo sulle giocate.

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