Gioco online: a vincere è sempre il banco

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Dadi, black jack e roulette usciranno dagli ambienti riservati della sala da gioco per entrare nelle case degli italiani. Dallo scorso 18 luglio, infatti, quando è entrata in vigore la nuova normativa sul gioco d’azzardo, le puntate a roulette e giochi di carte non saranno più “for fun” ma in “real money”. In soldoni (è proprio il caso di dirlo), ai giocatori incalliti, ma anche a chi, semplicemente, tenta la sorte sperando di dare una svolta alla propria vita, basterà collegarsi dal computer o, peggio, dal proprio smartphone, per puntare soldi veri e non più il semplice gettone prepagato che si utilizzava fino ad oggi.

Lo Stato, dunque, cerca di far cassa legalizzando il gioco d’azzardo e, dando un’occhiata alle cifre che girano attorno al tavolo verde, si capisce il motivo. L’agenzia specializzata Agipronews stima un giro d’affari di circa un miliardo e mezzo di euro al mese, diviso tra 800 milioni per il poker e 700 per i casinò online; con il poker cash e i casinò games (previsti dalle nuove regole), si prevede un salto della raccolta che potrebbe portare il movimento ad attestarsi nel 2012 sui 40 miliardi di euro, oltre il 2% del Pil nazionale.

D’altro canto, non si possono trascurare anche gli esiti dei recenti studi europei sulle conseguenze psicosociali della recessione economica che porterebbe, paradossalmente, all’incremento del gioco pericoloso. Nonostante la crisi economica, infatti, aumentano coloro che sprecano i quattrini sfidando la dea bendata, con il rischio di cadere in delle vere e proprie patologie e ossessioni. Nel momento in cui scommettere diventa più facile, non si deve fare neanche la fatica di spostarsi in una sala da gioco e viene meno quel piccolo detraente che poteva essere la vergogna pubblica in caso di sconfitta, il timore è che la febbre da gioco mieta ulteriori vittime.

In questo settore, lo Stato manca ancora una volta di svolgere il suo ruolo sociale. Anzi, si svende in nome dei lauti guadagni procurati dalla dabbenaggine della povera gente. Andrebbe anche contrastato il messaggio veicolato da alcuni spot che, facendo leva su testimonial simpatici e rassicuranti incoraggiano i consumatori a sfidare la sorte: l’Unione Nazionale Consumatori ha segnalato all’Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria la pubblicità ‘10 e Lotto’ in cui il popolare attore Claudio Bisio invita il telespettatore a tentare la fortuna sostenendo che ‘vincere è ancora più semplice che giocare’.

La fortuna, probabilmente, esiste e forse busserà anche alla porta di qualcuno, ma deve essere ben chiaro che per ogni vincitore si contano innumerevoli sconfitti e alla fine a vincere è soprattutto il banco!

Sull’argomento l’avvocato Massimiliano Dona, segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori, ha inviato una lettera aperta ai direttori dei principali organi di informazione

Autore: Simona Volpe
Data: 20 luglio 2011

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