Ipocondria: cos’è e come si cura

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759 (Sdc – mag. 2014) – L’ipocondria (dal greco hypochondrios, che si trova sotto lo sterno) consiste nella preoccupazione morbosa per la salute del proprio corpo e quindi nella convinzione di essere malati anche quando realmente non lo si è. Ciò porta l’ipocondriaco a confondere le normali sensazioni che provengono dall’interno del corpo con sintomi di una qualche malattia. Questo disturbo è anche detto patofobia, dal greco páthos (sofferenza), o nosofobia, dal greco nósos (malattia).

Chi soffre di questa patologia persiste nella convinzione di essere ammalato anche dopo che gli esami di laboratorio hanno dimostrato il contrario o anche dopo che le numerose visite, da diversi specialisti, hanno escluso l’esistenza di una malattia. La patologia può essere diagnosticata se il convincimento del paziente di essere gravemente malato perdura da almeno sei mesi e che non c’è alcun riscontro empirico una volta effettuati gli esami clinici.

L’ipocondria spesso viene accompagnata da depressione e ansia, è un disturbo che generalmente si manifesta tra i 40 ed i 50 anni e, di norma, è maggiormente presente nelle persone insicure, che hanno un’immagine di sé fragile e che vivono in ambienti ansiogeni. Va comunque tenuto in considerazione che questa malattia può interessare qualsiasi fascia di età ed entrambi i sessi.

Esistono diversi tipi d’ipocondria. La più frequente e meno grave è “l’ipocondria da stress”, la quale si verifica dopo un momento di eccessivo affaticamento, più in particolare dopo la morte di un genitore o di una persona molto cara. Questa specifica patologia, in genere, si risolve autonomamente, una volta cessato lo stato di stress; tuttavia è necessario consultare il medico nel caso in cui diventi cronica.

E’, invece, di maggiore rilevanza medica l’ipocondria delirante: in questo caso la malattia, spesso attribuita all’apparato cardiocircolatorio o gastrointestinale, diventa un pensiero fisso per il malato, il quale non si tranquillizza nemmeno venendo a conoscenza degli esiti negativi degli esami e ciò lo porta a sottoporsi a continue e dispendiose visite specialistiche. Inoltre, i soggetti ipocondriaci possono ammalarsi anche solo leggendo informazioni su una particolare malattia.

Cosa fare:

  • cercare di spostare l’attenzione dalle sensazioni corporee;
  • evitare di farsi autodiagnosi;
  • evitare di coinvolgere chi non ha alcuna esperienza medica nelle autodiagnosi;
  • evitare di consultare un gran numero di specialisti finendo col non credere più a nessuno;
  • evitare di trascurare il problema prettamente psicologico che è alla base del disturbo.

In questo tipo di patologia, quindi, solo l’intervento psicologico può apportare qualche beneficio al paziente.

Autore: Eleonora Iacobelli
Data: 14 maggio 2014

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