Corte dei Conti: rischio da arretramento su pensioni

Ogni arretramento sul fronte pensioni esporrebbe il comparto e quindi la finanza pubblica in generale a rischi di sostenibilità. Lo afferma il presidente della Corte dei Conti, Arturo Martucci che invita a confermare i caratteri strutturali della riforma Fornero, a partire dai meccanismi di adeguamento automatico di alcuni parametri (come i requisiti anagrafici di accesso alla evoluzione della speranza di vita e la revisione dei coefficienti di trasformazione).

L’azione di spending review portata avanti dal Governo in questi anni è stata condizionata dall’urgenza impressa dalla crisi, e dunque dalle esigenze di breve periodo. Ciò ha comportato il sacrificio di interi comparti (basti pensare al pesante declino dell’attività di investimento nelle infrastrutture pubbliche) e le difficoltà crescenti nell’offerta dei servizi alla collettività che, in alcuni settori, mostrano una riduzione significativa della qualità delle prestazioni.

La lotta all’evasione presenta per sua natura esiti incerti già nel breve periodo. Inoltre gli anticipi di imposta possono incidere sulla tenuta del gettito in un orizzonte temporale che si estenda oltre quello dell’urgenza del risanamento. La ricerca di risultati immediati e quindi su interventi non strutturali, potrebbe generare effetti distorsivi sull’assetto del nostro sistema fiscale, che, al contrario, sollecita riforme in grado di recuperare i principi di fondo cui dovrebbe ispirarsi.

Le anticipazioni di gettito implicite nelle diverse misure (maggiorazioni su ammortamenti, rivalutazione dei beni d’impresa …), potrebbero riflettersi negativamente sugli esercizi futuri. E un effetto analogo potrebbe derivare dall’estensione dei meccanismi di contrasto all’evasione, come split payment e reverse charge; se consentono di ridurre i rischi di evasione, accelerando nell’immediato i flussi di gettito all’Erario, espongono il sistema a future richieste di rimborsi da parte di contribuenti in credito.

Quella che si sta aprendo sarà una fase straordinariamente favorevole per la correzione del debito nonostante la risalita dei tassi incorporata nelle previsioni. E’ una occasione che non può essere persa.

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